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Milad Basir: questo Consiglio dovrà essere l’ultimo, bisogna lavorare per il voto amministrativo dei migranti.

Milad Basir: questo Consiglio dovrà essere l’ultimo, bisogna lavorare per il  voto amministrativo dei migranti.
giugno 05
01:07 2015

Milad Basir, sindacalista della CGIL, responsabile delle politiche per l’immigrazione , è stato  uno degli iniziatori dell’esperienza di rappresentanza politica, denominata Consulta degli stranieri, fin dagli anni ’90, a Forlì.

Con quali finalità è stata avviata questa esperienza?
Si riteneva e si ritiene ancora oggi che è discriminatorio non permettere l’espressione di propri rappresentanti nel Consiglio Comunale ai cittadini immigrati. Oggi abbiamo realtà locali  che raggiungono il 24% di migranti sul totale dei residenti, e, se comprendiamo anche i domiciliati, che per problemi amministrativi non hanno potuto prendere la residenza, arriviamo anche a punte del 30% sulla popolazione locale. E’ democratica una città che rifiuta il diritto alla rappresentanza politica a così tanti cittadini?

Dagli anni novanta cosa è cambiato nelle Consulte degli stranieri?
Sono stati fatti passi in avanti: per esempio oggi i consiglieri hanno un gettone di presenza per le sedute in Consiglio comunale e possono anche rivolgere interpellanze e interrogazioni. Resta il limite del voto: il Consiglio degli stranieri è un organo consultivo, ma il suo parere non è vincolante  per il Consiglio Comunale e quindi, di fatto, non ha una grande possibilità di incidere rispetto alle scelte che riguardano i cittadini migranti stessi.

Ha senso andare avanti con  questa esperienza di rappresentanza o non sarebbe arrivato il momento di pensare al voto alle elezioni amministrative?
La CGIL è sempre stata favorevole sia a riconoscere il diritto di voto alle amministrative (elettorato passivo e attivo) sia a riformare la legge per il  riconoscimento della cittadinanza, con particolare attenzione per le seconde generazioni. Penso però che le elezioni del Consiglio degli stranieri siano una occasione per esercitare il diritto di voto e pertanto spero che i cittadini immigrati vadano numerosi ad eleggere i  loro rappresentanti. Questo Consiglio dovrà però  essere l’ultimo, quello che,  assieme alle forze politiche, sociali e culturali  locali, porrà, a livello regionale e nazionale, la questione del voto amministrativo per tutti i cittadini immigrati.

Per il lavoro che fa, lei conosce bene i problemi di vita sia dei cittadini italiani che di quelli migranti. In questo momento di crisi, interesserà ai migranti andare a votare per  questo Consiglio?
Le esperienze precedenti hanno prodotto un poco di sfiducia nei migranti, dato che i passati consigli hanno operato solo a livello di immagine ( con partite di calcio, conferenze, forum…), ma non hanno mai potuto rappresentare le istanze dei cittadini migranti in Comune e non hanno comunicato adeguatamente con il loro corpo elettorale. Questo non toglie che il Consiglio sia una conquista, un diritto che va esercitato.

Fulvia Fabbri (Segni e Sogni)

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