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Le candidate donne: determinazione, sensibilità e voglia di esserci

Le candidate donne: determinazione, sensibilità e voglia di esserci
giugno 01
20:30 2015

La presenza delle donne migranti all’interno del Consiglio dei cittadini stranieri di Forlì è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale. Oltre alla regola dell’equilibrio di genere (almeno un terzo di donne presenti in ogni lista), è stata infatti introdotta la possibilità per gli elettori di esprimere al momento del voto due preferenze, purché si tratti di una maschile e una femminile. La risposta da parte delle donne migranti non si è fatta attendere.

La lista Illyria conta addirittura una maggioranza di donne, tra cui la stessa capolista. Una delle candidate, Curraj Deana, lo spiega così: “Per noi è stato più difficile trovare candidati uomini, perché molti hanno un lavoro che non permette di dedicarsi agli impegni di consiglieri. Noi donne abbiamo più tempo a disposizione e vogliamo portare idee nuove soprattutto per lo sviluppo di attività culturali. In particolare ci interessa il tema del cibo, dato che siamo in periodo di EXPO.”

Le candidate della lista Amici del gruppo, Ouedraogo Balima Korotimi, Ouedraogo Belem Minata e Belem Ouedraogo Aicha, vivono in Italia da diversi anni e sentono che è giunto il momento di dare il loro contributo alla vita pubblica. Sono felici di avere questa occasione: “Ormai la nostra vita è qui, qui vivono le nostre famiglie, i nostri figli vanno a scuola a Forlì. Il nostro percorso di integrazione a Forlì è positivo, ma continua ogni giorno e vogliamo percorrerlo in modo attivo.”

Diakhate Aida e Diop Sokhna si sono candidate per la lista Vivere insieme nella diversità su proposta del capolista Diop Mbaye. “Lo sosteniamo e condividiamo le sue idee, vogliamo che vinca.” Hanno le idee chiare sugli obiettivi da perseguire e li espongono con piglio combattivo: “La prima cosa è la parità per le donne. È il momento di cambiare, di avere più visibilità e di lottare. È ora di dire basta a tutte le situazioni negative che le donne subiscono, a partire dai maltrattamenti.”

La lista più multiculturale, La forza dell’integrazione, conta tra le sue fila Sanchez Valdes Yudik, cubana. Anche lei pensa che le donne, soprattutto in alcuni Paesi, siano state per troppo tempo in disparte. “Vorrei migliorare la posizione delle donne, in particolare delle donne africane e di tutte quelle che devono ancora fare un cammino di emancipazione e indipendenza. Non avevo mai pensato di candidarmi, ma quando me l’hanno proposto ho accettato: condivido il programma della lista e credo che noi donne possiamo portare forza, intelligenza, carattere e tante nuove idee.”

Le difficoltà delle donne migranti sono al centro dell’attenzione anche di Omoregie Elizabeth Eniy, della lista Africa: il futuro è nelle nostre mani. “Mi sono candidata perché voglio dare un aiuto e credo che aiutando noi stessi possiamo aiutare anche la collettività. Sono in Italia da 14 anni e voglio vedere un cambiamento. Ci sono tante donne che stanno soffrendo, sia per i documenti sia per le situazioni familiari, tante mamme sole. Penso che come donne possiamo dare un aiuto concreto a queste situazioni che conosciamo anche personalmente.”

Buchila Irina, rumena, della lista Uniti riusciamo, crede fermamente nell’importanza per le donne di far parte di quest’organo consultivo. Le donne possono portare il valore aggiunto della tranquillità, della pace e soprattutto della comprensione. “Le donne ci devono essere – dichiara con passione – per portare il loro aiuto, non solo materiale. A volte basta un sorriso, una parola, un consiglio per cambiare la giornata di qualcuno. Una donna ha più sensibilità ed è capace di capire. Penso che avere fede sia tutto nella vita e che sia importante camminare nel timore di Dio, ricordando che lui ci guarda e ci guida.”

“Le donne sono più sensibili, più fini, vedono meglio le cose”, afferma anche Zhou Shanshan, della lista Cinese di Forlì. Lei, che è in Italia da quando era bambina, si è candidata soprattutto per essere di aiuto alla comunità cinese. “Ci sono tanti nostri concittadini a Forlì e molti di loro non parlano bene l’Italiano. Uno dei nostri obiettivi è di aiutarli a inserirsi meglio sul territorio.”

La capolista di United african group, Nkafu Pamela, pensa che all’interno del Consiglio dei Cittadini Stranieri ci sia bisogno innanzitutto di un cambiamento, di nuove persone con nuove idee, ed è convinta che le donne siano in grado di capire meglio i problemi dei cittadini migranti. “In un periodo come questo in cui ci sono preoccupazioni per la situazione economica e la disoccupazione, le donne possono trovare soluzioni diverse per raggiungere il bene comune, come fanno le mamme dentro le loro famiglie.”

Francesca Abbiati (Segni e Sogni)

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