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Khamassi Hichem: “Sono orgoglioso che ci sia l’elezione del Consiglio degli immigrati a Forlì”

Khamassi Hichem

Khamassi Hichem: “Sono orgoglioso che ci sia l’elezione del Consiglio degli immigrati a Forlì”
giugno 02
01:25 2015

L’istituzione di un Consiglio degli immigrati a Forlì è vista con favore anche dalla Comunità islamica locale che, però, non risparmia qualche critica alle modalità di partecipazione adottate.

La scarsa presenza, in questa tornata elettorale, di liste o rappresentanti provenienti dal nord africa è apparso a molti come il sintomo di uno scarso gradimento o riconoscimento per questa forma di cittadinanza attiva che è, o dovrebbe essere, il Consiglio dei cittadini immigrati.

Ne abbiamo parlato con Hichem Khamassi, presidente del Centro di Cultura islamica di Forlì, tunisino da oltre 20 anni in Italia, che ha già acquisito la cittadinanza italiana. “Personalmente, sono orgoglioso che ci sia l’elezione del Consiglio degli immigrati a Forlì, – ha specificato Hichem – anche perché in altre città non esiste questa opportunità per gli immigrati di far sentire la propria voce. Ci sono state riunioni per discutere e trovare eventuali candidati ma, probabilmente, molti non si sentono preparati a mantenere questo impegno che, comunque, ha delle responsabilità con le istituzioni. Penso che, forse, sarebbe stato meglio consentire anche a chi ha ottenuto la cittadinanza di poter essere eletto. Un immigrato, con la cittadinanza, dopo tanti anni di esperienza sul territorio, può offrire consigli e maggiore affidabilità rispetto a chi vive da meno tempo in città”.

Più o meno ha espresso la stessa opinione anche il vice-presidente di “Afaf” (Associazione Fratellanza e Amicizia Forlì), l’algerino con cittadinanza italiana, Didine Bouzid, che gestisce il Centro islamico, in via Fabbretti, a Forlì.
“Abbiamo provato a convincere alcune persone a candidarsi – ha chiarito Didine che vive da oltre 20 anni in Italia – ma questi non hanno accettato per difficoltà linguistiche o di esperienza. C’è da dire, però, che ad influenzare la loro scelta di non partecipare sarà stato anche il fatto che il Consiglio degli immigrati ha un ruolo consultivo, che viene ritenuto fine a se stesso. Magari, si potrebbe pensare di coinvolgere gli immigrati che hanno preso la cittadinanza da poco, in modo da formare un gruppo di esperti che possano lavorare nel concreto con l’amministrazione comunale”.

Armando Dell’annunziata (Segni e Sogni)

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