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Il sindacato cinese sostiene il presidente Wang: “Mediare i conflitti con diplomazia”

Il sindacato cinese sostiene il presidente Wang: “Mediare i conflitti con diplomazia”
giugno 01
20:49 2015

A capo del sindacato cinese in Emilia Romagna c’è il carismatico Wang Cuimin, 53 anni, da 25 in Italia e da 18 a Forlì.
Nella lista “Cinese di Forlì”, lui rappresenta una vera alternativa al capolista Qiying, grazie alla reputazione che si è costruito in dieci anni d’attività come presidente regionale del sindacato. A rendere celebre l’associazione, in cui sono impegnate circa 40 persone, fu la visita a Forlì di Xi Jinping, prima ancora che fosse eletto nel 2013 Presidente della Repubblica popolare cinese.
Poi, tanti incontri istituzionali con ambasciatori e sindaci forlivesi.

lista_chinese“Il nostro sindacato aiuta tutti i cinesi che lavorano o stanno cercando lavoro – ha spiegato Wang -. Offriamo servizi di commercialisti, avvocati, traduttori o anche per sbrigare le pratiche per rinnovare i permessi di soggiorno. Siamo un’associazione che funge da ponte tra immigrazione cinese e l’amministrazione comunale e nazionale. Vogliamo facilitare lo sviluppo del commercio e incentiviamo l’apertura di nuove fabbriche e attività commerciali. L’unione fa la forza e spero di poter aiutare tutti gli immigrati entrando nel Consiglio dei cittadini immigrati”. Tra le tante attività promosse da questo sindacato, unico nel suo genere tra le comunità immigrate del territorio, c’è anche la solidarietà verso i bisognosi.

Nel 2008, infatti, a seguito del tremendo terremoto del Sichuan che causò circa 10 mila morti in Cina,  il sindacato di Wang organizzò una raccolta fondi racimolando 50 mila euro da inviare alle popolazioni colpite dal sisma.
“Tra i servizi che offriamo nel territorio – ha aggiunto Wang – c’è anche una scuola di alfabetizzazione italiana per cinesi, giovani e adulti, ma anche una scuola di lingua e cultura cinese aperta a tutti. A questi corsi gratuiti, che si svolgono nelle sale del circolo Karl Marx di Forlì, sono iscritti 38 cinesi e 8 italiani che imparano il cinese. Siamo spesso sollecitati a risolvere dei contenziosi tra lavoratori e aziende o tra imprenditori e fornitori. Grazie al nostro lavoro, si riesce nella maggior parte dei casi a trovare una soluzione pacifica tra le parti, senza dover procedere con azioni legali”.

Nel programma di Wang ci sono anche attività dedicate ai giovani e agli scambi culturali. “Seguiamo con interesse, e vorremmo rafforzare, – ha concluso Wang – gli scambi di studio universitario, tra Italia e Cina, nell’ambito del progetto Marco Polo. Siamo convinti che questi scambi di conoscenze consentiranno di superare la crisi attuale e di rilanciare l’economia in Italia. Inoltre, dopo aver organizzato il Capodanno cinese nel 2014 con la partecipazione di circa 800 persone, sia italiane che cinesi, ci piacerebbe promuovere per il prossimo anno una festa di Capodanno cinese per più giorni e con più spettacoli aperti a tutta la cittadinanza”.

Armando dell’annunziata (Segni e Sogni)

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