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Consiglio degli stranieri di Forli: lo scettissismo dei giovani di seconda generazione

Anabela Montel(in alto a sinistra), Samuel Dabre(in alto a destra), Cezar Frozin(in basso a sinistra) e Mohammed Ballouk

Consiglio degli stranieri di Forli: lo scettissismo dei giovani  di seconda generazione
giugno 05
00:43 2015

Il 7 giugno i migranti vanno a votare per eleggere il consiglio degli stranieri, ma sono molti i giovani a non conoscerne  l’esistenza e la funzione, proprio perché non ha potere di incidere concretamente per un cambiamento.

“ Sono un po’ sconfortata sul consiglio” dice Anabela Montel de la Roche ( 27 anni,  di origine argentina, abita a Forlì da 12 anni, studente) “perché ho saputo l’esistenza del consiglio solo un anno fa”. Anabela afferma che “ oggi il consiglio deve ambire a qualcosa di più, perché  è stato costituito per dare  un contentino agli immigrati, per fare credere che possono fare qualcosa. Vedendo la campagna elettorale che si sta svolgendo oggi, conferma che  è un esercizio di democrazia, però il cambiamento avviene se si lavora con i  giovani, perché se non sono attivi loro,  non abbiamo speranze ”.

“Conosco cosa è il consiglio,  ma non so cosa  realmente fa.”  Mohammed Ballouk, (Marocchino, 27 anni, abita a Forlì da 7 anni, studente) afferma che “tanti miei connazionali hanno provato a convincermi a candidarmi, ma non sapendo il ruolo del presidente e la funzione del consiglio, ho rifiutato la proposta”. Per Mohammed ” è democrazia solo se le cose si fanno realmente, perché dalla sua costituzione ad oggi non ho visto nessun effetto,  non si vede il cambiamento.” Infine sostiene che “ le seconde generazioni hanno un ruolo molto importante, però devono svegliarsi, incuriosirsi e farsi avanti per portare i cambiamenti che veramente vogliono”.

“Il consiglio è un organo fittizio, in quanto rischia di non avere potere politico, ” dice Cezar Frozin (rumeno, 24 anni,  vive a Forlì da 14 anni e studente, capolista della lista rumena Uniti Riusciamo). “Il consiglio può essere utilizzato come uno strumento per promuovere l’interculturalità in un momento così critico, dove lo straniero è visto come capro espiatorio,; attraverso l’intercultura  si va aldilà dell’opposizione “noi e loro.”  Cezar sostiene che per rendere il Consiglio degli stranieri un organo partecipato, bisognerebbe integrare il Consiglio Comunale locale con alcuni eletti nel Consiglio degli stranieri, così facendo davvero si potrebbe incidere sul contesto socio culturale forlivese”.

“Il consiglio è costituito per fare credere che a Forlì, gli immigrati hanno una voce in capitolo” dice Samuel Dabre ( Burkinabé , 25 anni, lavoratore , vive a Forlì da 12 anni ). Conferma che  “non vedo concretamente la funzione del consiglio,  sapevo dell’esistenza del consiglio ma come tanti  altri giovani non me ne sono mai interessato, nessun ha voluto metterci la propria faccia  solo per dare una bella immagine, però se le sue funzioni ero farlo operare concretamente allora sì che  sarebbe un bell’esercizio di democrazia”.

Aidara Guienne (Segni e Sogni)

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1 Comment

  1. ty
    ty giugno 26, 01:22

    Questo è bello ed educativo. Non ne sapevo nulla di questo. Grazie

    Reply to this comment

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