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Raoul Mosconi: “Forlì è stata la prima città a inserire una forma di rappresentanza degli immigrati nei vari organismi elettivi”

Raoul Mosconi: “Forlì è stata la prima città a inserire una forma di  rappresentanza degli immigrati nei vari organismi elettivi”
maggio 11
01:48 2015

A colloquio con l’Assessore alle Politiche di Integrazione Sociale del Comune di Forlì, Raoul Mosconi,  per conoscere quali motivazioni spingano l’amministrazione comunale di questa città a impegnarsi per il rinnovo del Consiglio dei cittadini stranieri.

Quello che andiamo ad eleggere sarà il quarto consiglio dal 1997: è ancora attuale questo organismo?

Deve pensare che Forlì è stata la prima città a inserire una forma di  rappresentanza dei cittadini immigrati all’interno dello Statuto Comunale. Siamo stati noi ad inventarci la formula della Consulta oggi Consiglio degli stranieri con il Presidente invitato permanente in Consiglio Comunale, che allora pensavamo transitoria, un mezzo per arrivare a porre la vera questione, che è quella del riconoscimento del diritto di voto alle elezioni amministrative per cittadini migranti residenti da almeno 5 anni. Le cose non sono andate come avremmo voluto, e oggi, davanti a 14.000 cittadini migranti  residenti nella sola Forlì che non hanno rappresentanza amministrativa,  continuiamo a credere che il problema del voto vada posto.

I cittadini provenienti dai paesi dell’Unione europea già votano….

E’ vero, ma questa è una discriminazione fortissima per gli altri migranti. Qualche giorno fa leggevo una statistica pubblicata dal Sole 24 ore, nella quale si analizzava la condizione di vita dei giovani in Italia. Tutti gli indicatori (scuola, vita in famiglia, lavoro) vedono l’Italia fanalino di coda nell’investimento sui giovani. L’unico indicatore che ci vede in vantaggio rispetto agli altri paesi europei è la significativa presenza di giovani residenti nati fuori dall’Italia. Forlì è la città di nascita del maggior numero di migranti residenti. E allora capiamo che tutti questi giovani “di seconda generazione” presenti in città rappresentano una potenzialità enorme per il futuro di tutti, che noi rischiamo di alienarci. Le politiche per l’integrazione devono partire dal fatto che oggi abbiamo a che fare con una immigrazione che ha tante facce, quella delle donne, quella delle famiglie, quelle dei giovani di seconda generazione, quella dei lavoratori. Le questioni del voto e della cittadinanza per le giovani generazioni non sono più rimandabili.

Cosa pensa delle passate Consulte? Come vede il loro apporto alle politiche di integrazione cittadine?

Ogni passata Consulta e così il prossimo Consiglio hanno avuto e avranno una loro specifica storia, collocandosi in un tempo storico specifico. Io ho avuto incarichi fuori dal comune di Forlì e perciò mi confronto con il Consiglio che andiamo ad eleggere oggi, voglio guardare a quello che dovremo fare nel contesto attuale.

Lei ha personalmente accolto in questi giorni i diversi candidati  per la firma delle liste, che spirito si respira da parte dei cittadini migranti che sta incontrando?

Tutti sentono che è un momento importante, che quella dell’elezione del Consiglio è una bella competizione, che crea energie positive. Le persone ci credono, fa effetto pensare che tra loro ci saranno giovani di seconda generazione che voteranno per la prima volta il 07 giugno prossimo per eleggere i loro rappresentanti.

Quali sono le novità più significative di questa tornata elettorale?

Il Consiglio Comunale forlivese ha discusso molto per modificare, anche se di poco, il regolamento per le elezioni del Consiglio degli stranieri: le novità, che voglio sottolineare, consistono nell’introduzione di una quota femminile per le candidature e relativamente alla doppia preferenza, nel rispetto della parità di genere. Poi si è data la possibilità anche per i cittadini immigrati che hanno da poco ottenuto la cittadinanza italiana di essere rappresentati nella quota dei membri del Consiglio nominati  che verranno espressi dalle associazioni cittadine, attraverso un bando che faremo dopo le elezioni, per integrare la quota di consiglieri eletti. Questo perché vogliamo che il Consiglio degli stranieri sia il più rappresentativo possibile, vorremmo costruire una  rappresentanza ampia di tutte le istanze presenti nelle comunità migranti cittadine.

Fabbri Fulvia (Segni e Sogni)

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1 Comment

  1. stefano
    stefano maggio 12, 00:40

    Egregio Mosconi ritengo giusto e fondato quello che qui o letto ma mi sembra un tantino esagrato i priilegi degli stranieri su noi italiani che per avere un pezzo di casa paghiamo le tasse si dai nostri bis nonni no le pare?

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