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Necessaria una svolta nei rapporti tra cittadini migranti e amministrazione pubblica.

Necessaria  una svolta nei rapporti tra cittadini migranti e amministrazione pubblica.
maggio 28
01:46 2015

United Africa Group è la lista dei paesi anglofoni dell’Africa, che vede assieme rappresentanti della Nigeria, Camerun, Ghana, con la partecipazione anche di candidati provenienti dalla Costa d’Avorio.

Ci rivolgiamo a tutti, ci dice la capolista Pamela Nkafu, durante i nostri incontri abbiamo contattato i cittadini arabi e del Bangladesh.  Tutti si dimostrano interessati, che vogliono capire di più, e speriamo che il giorno della elezione saranno in molti ad andare a votare.

Pamela vive da 8 anni in Italia, è camerunese e nel suo paese era insegnante di inglese. Dopo un periodo nel quale aveva aperto una attività in proprio, ha deciso di venire in  Italia: “Sono venuta solo io, la famiglia è restata in Camerun, non era possibile portarli, io qui lavoravo come assistente familiare.”

Hai dovuto affrontare comportamenti discriminatori, nella tua esperienza in Italia?
Qualche volte, quando telefonavo per cercare lavoro e poi mi presentavo al colloquio, vedevo le persone cambiare atteggiamento, non so se dipendeva dal fatto che non si aspettavano una donna con la pelle nera.  Quando finalmente ho trovato il mio ultimo lavoro, lì sono stata trattata benissimo. Ancora oggi, anche se l’anziano che accudivo non c’è più, la famiglia mi permette di vivere nella loro casa, si sono affezionati a me, e anche io a loro.

Perché hai deciso di impegnarti nel nuovo Consiglio?
In Africa c’è un detto, che fa più o meno così: il vino vecchio si mette via e si sostituisce  con il vino nuovo. Significa che a un certo punto bisogna rinnovare le cose, dare una svolta , ed è quello che vogliamo fare noi.

lista_united_african_groupQuali sono le iniziative che vorrete realizzare, se sarete eletti?
Prima di tutto ci preoccupa molto la situazione dei profughi e dei rifugiati politici. Purtroppo dalla Nigeria scappano molte persone, alcune riescono ad arrivare in Italia, e noi vogliamo fare la nostra parte per accoglierle. Poi vorremmo istituire dei momenti di ascolto della cittadinanza migrante, per capire meglio i problemi delle persone e aiutare il Comune a trovare delle soluzioni.

Tu sei una donna : credi che sia importante che nel nuovo Consiglio ci siano molte donne?
Vedi, io mi sento una mamma, che guarda alla sua famiglia e che capisce i problemi e si muove per risolverli. Le donne sono così, non si fermano e sanno sempre cosa è necessario fare.

Erano presenti all’incontro anche altri candidati ai quali abbiamo posto alcune domande.

Quale è secondo te, Adamu Musah (candidato n.6 nella lista) , un problema che vorresti risolvere?
E’ importante che i migranti esprimano una loro rappresentanza e che si organizzino per far uscire la loro voce, purtroppo ancora oggi non siamo in grado di farlo, e io vorrei lavorare per permettere una migliore comunicazione tra il comune e i cittadini immigrati.

Maureen Onyeoziri (candidata n.5),  che cosa l’ha motivata a presentarsi nella lista?
Vogliamo conoscere meglio i problemi di tutti, e impegnarci per trovar una soluzione. Io attualmente non lavoro, i miei figli sono in Nigeria, ho il tempo per impegnarmi nel nuovo Consiglio, a favore di tutti, non solo dei miei concittadini. Come dice Pamela, le donne possono dare un contributo significativo, perché sono in grado di mettersi meglio nei panni degli altri, per capire meglio i problemi e aiutare a trovare una soluzione. Io mi impegnerò per questo.

Cosa ti preoccupa maggiormente  Ekemezie C. John ( candidato n.3), e cosa vorresti realizzare?
Vorrei capire meglio come funziona il sistema amministrativo a livello locale, e all’interno di questo agire per rendere più chiaro il ruolo del Consiglio degli stranieri, riuscendo a collaborare con l’amministrazione sensibilizzandola sulle nostre problematiche.

Fulvia Fabbri (Segni e Sogni)

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