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Luigi Manconi: “porterò a Bologna il riconoscimento dei diritti delle minoranze”

Luigi Manconi: “porterò a Bologna il riconoscimento dei diritti delle minoranze”
maggio 12
18:51 2015

Abolizione dei campi nomadi e nascita di nuove micro aree e abitazioni da dare in affitto a piccoli nuclei familiari. Sono solo alcune delle proposte che il senatore Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani, portera” a Bologna il 16 maggio nella battaglia per il riconoscimento dei diritti delle minoranze, tra cui rom e sinti. “Da troppo tempo in Italia si discute per risolvere la questione rom attraverso progetti d”integrazione. Ma a oggi si e” fatto ben poco perche” questo tema lo si e” sempre inteso come un”emergenza, quando invece non lo e” affatto – dice Luigi Manconi -. Questo tema e” un test sulla qualità della nostra democrazia.

E per ora ci siamo fatti trovare impreparati”. In Italia si stima che i rom e sinti siano circa 180 mila Di questi circa 70 mila hanno la cittadinanza italiana mentre gli altri si dividono tra apolidi, ex jugoslavi e romeni. Oltre il 60 per cento di loro vive all”interno di abitazioni stabili e solo il 40 per cento si trova in campi attrezzati o abusivi. “Questa situazione ci dimostra quanto sia sbagliata l”idea che si ha dei rom in Italia – continua il senatore – che li vuole invece nomadi, sporchi e cattivi”. La causa, secondo Manconi, della cattiva nomea che circonda i rom e i sinti facendoli percepire tra i primi pericoli da parte degli italiani, va ricercata nella presenza in diverse citta” di grandi campi nomadi. “I campi nomadi, presenti in Italia da decenni, sono la causa e l”effetto della discriminazione ai danni di rom e sinti perche” producono due processi strettamente correlati che si alimentano vicendevolmente – dice: i rom presenti nei campi tendono ad autoghettizzarsi dentro quella dimensione circoscritta e coatta di marginalità sociale e d”autogoverno, dove si riproducono circuiti illegali e relazioni di potere. Per contro, chi abita vicino a quei campi si convince del fatto che rappresentino una costante minaccia e, dunque, la spinta che viene dalla pubblica opinione oscilla tra la volonta” di chiuderli in maniera definitiva e la tentazione di ”spazzarli via” con ogni mezzo”.

Il punto da cui partire per il senatore Manconi, che e” tra i sostenitori della proposta di legge popolare per il riconoscimento dei rom e dei sinti come minoranza storico-linguistica, e” l”abolizione dei campi. Ma con cosa sostituirli? Un interrogativo a cui l”Unione europea ha chiesto all”Italia da tre anni di dare una risposta. Le opzioni su cui si discute sono la chiusura dei campi e l”inserimento della popolazione che ci vive in percorsi per l”assegnazione di alloggi popolari, di un sussidio di sostegno all”affitto e la creazione di micro aree attrezzate dove inserire piccoli nuclei familiari. In Emilia-Romagna nel 2014 e” stato presentato un progetto di legge di modifica della normativa in materia di aree di sosta. L”iter del progetto si e” bloccato con la fine anticipata della legislatura ma e” intenzione della vice presidente della regione, Elisabetta Gualmini, riprenderlo in mano. L”obiettivo per la Regione e” di riuscire ad approvare la legge entro l”anno. Sono circa un migliaio le persone attese a Bologna (partenza corteo ore 10 da via Gobetti) per la manifestazione del 16 maggio, tra rom e sinti. Ognuno di loro indossera” una pettorina gialla in modo da riconoscersi e distinguersi dagli altri. L”idea di indossare un segno per riconoscersi e” stata pensata come una provocazione, “senza un segno che ci distingua siamo uguali agli altri”.

Dino Collazzo (redattoresociale.it)

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