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Jacques Gnanzou Ahoua: “ll Consiglio può permetterci di dire la nostra”

Jacques Gnanzou Ahoua: “ll Consiglio può permetterci di dire  la nostra”
maggio 11
02:24 2015

A.S.C.I.A (Associazione Socio-Culturale Inter Africana) è un’associazione di volontariato , nata nel 2000, con l’idea di raggruppare gli africani provenienti dai paesi francofoni, superando gli individualismi di appartenenza a uno stato,  per la necessità di conoscersi e integrarsi nella società italiana, di organizzare  attività di formazione  per i connazionali e per i loro bambini, nonché eventi per fare conoscere la cultura africana alla popolazione italiana. Abbiamo chiesto al suo presidente, Jacques Gnanzou Ahoua,  un parere sulle imminenti elezioni del Consiglio dei cittadini stranieri del 7 giugno prossimo.

Cosa pensa della istituzione di un Consiglio dei cittadini  stranieri a Forlì ?

Penso che il Consiglio rappresenta un passo grande per l’integrazione, deve esistere perché è uno strumento che facilità la conoscenza reciproca e lo  scambio di idee fra italiani e stranieri. Si può vederlo in modo diverso, positivo o negativo, personalmente lo vedo positivo, perché  aiuta l’incontro tra italiani e migranti.

Come è visto questo organismo di rappresentanza dagli immigrati che incontra anche per le attività della sua associazione?

Penso che il Consiglio, in quanto strumento politico,  possa dare voce agli immigrati; qualcuno ritiene che debba risolvere i problemi quotidiani, quelli delle bollette, della casa, del lavoro. A causa di queste aspettative, i migranti si fanno un’idea negativa del Consiglio,  che, dicono, non serve, perché non risolvere i problemi di nessuno.  Cerco spesso di fare capire che il Consiglio è solo consultivo e rappresentativo degli immigrati a livello comunale, in modo che i problemi possano essere portati ai politici della città.

Secondo lei, quali sono i temi più importanti che il nuovo consiglio dovrebbe  portare avanti per un’efficace integrazione?

A mio parere dovrebbe avere un ruolo anche informativo per i  cittadini migranti , che chiarisse bene quali sono le sue funzioni, visto che non tutti ne sono al corrente.  Inoltre, penso che il presidente del Consiglio non deve  coinvolgere negli eventi e attività del Consiglio solo  una determinata nazionalità, come è successo per la passata Consulta. Il nuovo Consiglio  deve rappresentare tutti, cittadini e associazioni immigrati, deve proporre dei progetti concreti, e, soprattutto, gli eletti non devono essere marionette del l’amministrazione comunale. Il tema dell’irregolarità è un tema di cui si parla e riparla sempre,  se pensiamo ad un bambino che nasce qui da un babbo che è irregolare, non potrà mai essere cittadino italiano, anche se in realtà questo bambino conoscerà nessun altro posto oltre all’Italia. Secondo me l’irregolarità porta delinquenza, non dico che regolarizzare tutti sarà la fine della delinquenza, ma bisogna aiutare il maggior numero di persone a uscire dalla irregolarità, così una parte del problema si risolve da solo.

Secondo lei, è giusto permettere l’elettorato attivo e passivo a livello municipale ai cittadini immigrati?

Secondo me, è giusto, perché avere la possibilità di votare il sindaco della città in cui si vive contribuendo al suo sviluppo, tramite il proprio lavoro, tramite il pagamento delle tasse, come tutti,  può solo facilitare l’integrazione.

Quale è il suo messaggio per i immigrati riguardo alle elezione del  Consiglio 2015?

Che il Consiglio può permetterci di dire  la nostra, i giovani devono attivarsi e portare il loro contributo come abbiamo fatto noi, così si possono cambiare le cose, non possiamo  avere tutto in una volta.

Aidara Guienne (Segni e Sogni)

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