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Frosin Cezar: “Diamo voce alle seconde generazioni”

Frosin Cezar: “Diamo voce alle seconde generazioni”
maggio 28
00:44 2015

Cezar Frosin della lista UNITI RIUSCIAMO ha solo 24 anni ed è il capolista più giovane dell’attuale tornata elettorale. Iscritto all’Università di Bologna, frequenta il corso di Antropologia, religioni, civiltà orientali ed è pronto a mettersi alla prova in questa nuova esperienza a servizio della comunità. “Vista la mia formazione – spiega – mi sento più preparato ad affrontare i temi dell’intercultura, dell’immigrazione e dei problemi loro connessi. Candidarmi è un’occasione per mettere in pratica i miei studi e contemporaneamente fare qualcosa di buono per la collettività.”

lista_uniti_riusciamoCezar si è trasferito dalla Romania quindici anni fa, seguendo il percorso migratorio del padre, e ha frequentato la scuola italiana sin dal primo anno delle medie. L’idea di candidarsi è nata in famiglia. “Mio padre faceva parte di questa stessa lista nel precedente mandato della Consulta dei cittadini stranieri. Lui però rappresenta una generazione passata, che ha anche il problema della lingua, perché fa più fatica a esprimersi in Italiano.” Cezar sente invece di rappresentare una nuova generazione. Il desiderio di nuove voci e nuove proposte risuona chiaro nelle sue parole: “E’ necessario che ci siano figure nuove, giovani, capaci di parlare bene l’Italiano. Parlare bene la lingua è fondamentale per la comunicazione. Io faccio parte della seconda generazione, una generazione che si è formata qui e che quindi ha assimilato i valori sia dell’Italia sia del proprio Paese d’origine.” La lista UNITI RIUSCIAMO conta infatti non solo il capolista più giovane, ma anche l’età media dei candidati più bassa (31 anni) ed è l’unica ad avere ben tre rappresentanti al di sotto dei 25 anni.

Benché la sua lista sia composta interamente da cittadini rumeni, Cezar dà grande importanza al confronto e all’integrazione tra i diversi gruppi. Senza esitazioni enuncia il suo principale obiettivo, nel caso fosse eletto: “Sconfiggere l’individualità di qualsiasi comunità e abbattere le barriere. Non dobbiamo più sentirci rumeni, senegalesi, albanesi,… dobbiamo pensare a una comunità unica, perché è da questo che inizia l’integrazione. Lo scopo principale, per me, è costruire un dialogo proficuo tra le comunità, che possa unirle davvero.”

Francesca Abbiati  (Segni e Sogni)

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