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Carceri. 535 istanze prese in carico da garante Emilia Romagna nel 2014

Carceri. 535 istanze prese in carico da garante Emilia Romagna nel 2014
maggio 05
21:25 2015

Il passaggio dagli Ospedali psichiatrici giudiziari alle Rems (le residenze per l”esecuzione della misura di sicurezza sanitaria), l’irrisolta questione delle misure di sicurezza detentive per persone imputabili e socialmente pericolose a Castelfranco Emilia, l’eccessiva presenza di detenuti malati e la presenza di circuiti differenziati al Centro diagnostico terapeutico di Parma, la necessità di ripensare l”edilizia penitenziaria rinunciando a nuovi padiglioni, il rimedio compensatorio per detenzione inumana e degradante dopo la sentenza della Corte europea sul caso Torreggiani, tra i cui appellanti figura anche un detenuto del carcere di Piacenza, la generale mancanza di lavoro, la carenza di magistrati di sorveglianza, le iniziative per i detenuti stranieri e il diritto agli affetti. Sono queste secondo Desi Bruno, garante regionale delle persone private della libertà personale, le 10 tematiche cruciali per la sua attività riportate all”interno della Relazione sul 2014 presentata nei giorni scorsi all”Assemblea legislativa.

Trenta visite nei 13 istituti penitenziari della regione e 535 istanze, individuali o collettive, prese in carico. E” questo il bilancio dell’attività svolta nel 2014 dall’ufficio della garante che, come ha precisato Bruno, “ha dedicato energie prevalenti al tema della vigilanza per verificare in concreto gli effettivi interventi dell’amministrazione penitenziaria per assicurare il miglioramento delle condizioni di vita delle persone ristrette nelle carceri regionali e per segnalare disservizi, violazioni dei diritti, problemi di ordine strutturale”. Il tutto, ha precisato la garante, “in un clima profondamente mutato nei suoi 3 anni di incarico”.

Alla fine del 2011, infatti, era il sovraffollamento il principale problema con 4 mila detenuti su una capienza massima complessiva di 2.453 posti. A fine 2014 l”emergenza sovraffollamento si può considerare rientrata: sono 2.916 i detenuti su 2.799 posti. Nei colloqui con i detenuti la garante si e” occupata soprattutto di condizioni detentive e di rapporti con l”amministrazione penitenziaria (176 casi su 484), questioni sanitarie (99), accesso alle misure alternative alla detenzione (83), richieste di trasferimento (59) e rapporti con la magistratura di sorveglianza (34). L”interazione tra detenuti e giudici che si occupano dell’esecuzione della pena e” stata al centro degli incontri collettivi (51) effettuati da Desi Bruno a Rimini e a Ravenna e ha riguardato anche un terzo incontro organizzato alla Casa lavoro di Castelfranco Emilia, incentrato pero” sull’assenza di lavoro. Significativo anche il colloquio con i detenuti della Dozza di Bologna sulle modalità per presentare ricorso per detenzione inumana e degradante, sulla qualità  del vitto e sui prezzi del sopravvitto e più in generale sulle carenti condizioni strutturali dell’istituto.

A Parma le principali criticità riguardano le modalità di svolgimento dei colloqui Asl, il mantenimento dei rapporti con la famiglia, in particolare con i figli minori, per i detenuti in regime di 41bis e la rigidità delle restrizioni nell’isolamento disciplinare della sezione Iride. A Rimini a preoccupare sono le criticità strutturali e le carenze igienico sanitarie dell’edificio penitenziario e la qualità del vitto, a Modena la carenza di lavoro, i prezzi del sopravvitto e le richieste collettive di trasferimento. A Bologna la garante segnala le condizioni strutturali dell’istituto penitenziario e l”applicazione del divieto di fumo nelle sezioni. A Castelfranco Emilia (Modena) la territorializzazione delle misure di sicurezza, la presenza di soggetti con disturbi psichiatrici e la carenza di volontari impegnati in attività. Nel carcere di Piacenza le difficolta” piu” significative coinvolgono la carenza di educatori per l”area trattamentale, l”assenza di luoghi dedicati all”attivita” sportiva e la cessazione dell”attivita” della redazione del giornale “Sosta forzata” all”interno del carcere. Infine, al minorile di Bologna sono sotto osservazione le condizioni detentive, le criticita” strutturali dell”edificio e la presenza di detenuti maggiorenni infraventicinquenni.

(lp) (www.redattoresociale.it)

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