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Sì allo ‘ius soli sportivo’ per i giovani atleti di origine straniera

Sì allo ‘ius soli sportivo’ per i giovani atleti di origine straniera
aprile 21
12:22 2015

422 voti a favore, 12 contrari e sei astenuti, con questi numeri l’Aula della Camera ha approvato, il 16 aprile scorso, il cosiddetto “ius soli sportivo”, ovvero la proposta di legge “Disposizioni per favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva”. Primo firmatario l’onorevole Bruno Molea (Sc, ma anche componente del Consiglio nazionale del Coni), che permette il tesseramento di minori stranieri residenti in Italia presso società sportive appartenenti alle federazioni nazionali riconosciute dal Coni, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva. Il via libera dell’Aula è stato salutato con un tweet dal neo ministro Graziano Delrio, che ha affermato: “Grande vittoria di civiltà”. Il testo, che ora approda al Senato, prevede la possibilità di tesseramento per i minori di 18 anni che non sono cittadini italiani e che risultano regolarmente residenti nel territorio italiano da quando hanno compiuto almeno 10 anni. Di fatto lo “ius soli sportivo” con gli stranieri potranno accedere alle stesse procedure previste per i cittadini italiani. Limite per questi ultimi è l’indossare la maglia della nazionale, cosa per la quale bisogna rispettare le normative e l’iter oggi vigenti.

Il portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, Pietro Barbieri, ha affermato: “Siamo soddisfatti per l’approvazione alla Camera della proposta di legge che favorisce l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia attraverso il tesseramento e l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva. Crediamo si tratti di un traguardo importante rispetto alla discussione sulla cittadinanza, che rafforza l’idea dello sport come strumento di inclusione sociale, capace di guardare oltre le differenze. Il nostro auspicio è che il successivo passaggio al Senato confermi rapidamente l’approvazione”.

Carlo Balestri, responsabile politiche internazionali e interculturalità Uisp ha dichiarato invece: “È un primo importante passo in avanti; lo sport si dimostra fattore di integrazione sociale e facilitatore del raggiungimento della cittadinanza attraverso lo ius soli, che in futuro ci auguriamo possa diventare un riconoscimento giuridico effettivo e pieno. La proposta di legge si inserisce nella direzione che l’Uisp ripete da tempo – continua Balestri – ovvero il riconoscimento dello ius soli e della cittadinanza sportiva. La legge, quando verrà definitivamente approvata, può diventare uno stimolo e un orientamento per le Federazioni e per il Coni che saranno chiamati a recepirla nei propri regolamenti sportivi. Ci auguriamo che lo spirito generale della legge, che reputiamo indifferibile nei valori di civiltà e pari dignità, sia interpretato e applicato nella sua pienezza”.

Infine Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid Italia ha affermato: “Lo sport è capace di guardare oltre le differenze e può rappresentare, al pari della scuola, un luogo di crescita e di inclusione sociale, soprattutto per bambini e ragazzi condannati, altrimenti, a rimanere in panchina. Auspichiamo in una veloce approvazione da parte del Senato e nell’impegno costante di tutte le istituzioni che possono svolgere un ruolo nevralgico per la realizzazione di una vera integrazione del nostro Paese – conclude –, come le amministrazioni comunali, le federazioni sportive e realtà organizzative come il Coni, con il quale ActionAid ha stretto un’importante collaborazione in vista delle Olimpiadi 2016”.

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