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Discriminazioni e lavoro: in Italia 1 segnalazione su 5 riguarda il mondo del lavoro

Discriminazioni e lavoro: in Italia 1 segnalazione su 5 riguarda il mondo del lavoro
aprile 17
15:25 2015

Sono stati presentati il 27 marzo a Milano, durante la conferenza stampa “Il lavoro che include”, i dati 2014 sulla discriminazione nel mondo del lavoro in Italia raccolti dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Conferenza è stata organizzata da Fondazione Sodalitas, UNAR, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e People nell’ambito di Diversitalavoro, il Career Forum delle Pari Opportunità che dal 2007 facilita l’accesso al mercato del lavoro a persone con disabilità, appartenenti alle categorie protette, di origine straniera e transgender, coinvolgendo Imprese e Istituzioni.

Il 2014 non ha permesso di registrare significativi miglioramenti in materia di discriminazione nei contesti di lavoro in Italia. Le denunce di atti discriminatori riconducibili al lavoro sono state infatti il 18,8% del totale contro il 16% del 2013, anno in cui – rispetto ai 12 mesi ancora precedenti – il lavoro aveva subito un importante ridimensionamento (nel 2012 questo tipo di denunce erano il 37,7%) a scapito dei mass media, che anche per il 2014 mantengono questo infelice primato (24,9%).

Il principale momento in cui si verificano gli atti discriminatori riconducibili al lavoro è, anche per il 2014, l’accesso all’occupazione (79,7%; nel 2013 era il 71,9%). Rispetto ai 12 mesi precedenti risultano più frequenti episodi di discriminazione riconducibili alla razza e all’etnia (53,6%; nel 2013 il 37,7%) più che all’età (34,9%; nel 2013 il 47,8%).
Gli episodi continuano ad essere segnalati in prevalenza dalle vittime, anche se in misura decisamente meno frequente (nell’ultimo anno si è passati dal 55,8% al 37,3%); rispetto al 2013 risultano infatti numericamente più importanti le segnalazioni provenienti dalle Associazioni (27,4% contro il 18,4%) e dai testimoni (26,6% contro il 21,2%). Le vittime delle discriminazioni segnalate sono straniere nel 79% dei casi; una vittima su 5 è invece nata in Italia.

Nel corso della conferenza stampa i promotori di Diversitalavoro hanno presentato i risultati raggiunti dal progetto nel 2014 e le novità in programma per il 2015.
Nel 2014 hanno partecipato ai 4 Career Forum Diversitalavoro – organizzati a Napoli, Milano, Roma e, per la prima volta, a Catania – oltre 1200 candidati, che hanno potuto sostenere colloqui con 41 aziende. I candidati intervenuti sono stati soprattutto iscritti alle categorie protette (78%) e stranieri (20%) e laureati (74%).

Il 2015 si è aperto con una tappa nuova per Diversitalavoro, che il 25 e il 26 febbraio ha raggiunto per la prima volta la città di Padova, dove 54 candidati con disabilità, di origine straniera, appartenenti alle categorie protette e transgender hanno potuto incontrare i professionisti HR di 6 imprese per candidarsi alle offerte di lavoro pubblicate effettuando colloqui individuali: Allianz, Apple, Intesa Sanpaolo, QVC, Sky, UniCredit.
Nei prossimi mesi il calendario prevede tappe a Milano (3-4 giugno), Roma (26 novembre) e, per la prima volta, Varese. Qui verrà proposto un “percorso di avvicinamento” che partirà ufficialmente il prossimo 21 maggio con l’evento pubblico “Diversità e inclusione nel mondo del lavoro”. Il convegno si svolgerà presso il Salone Estense del Comune dalle 9:30 alle 13:00. Già confermato l’intervento di Alessio Tavecchio, Presidente della Fondazione Alessio Tavecchio Onlus.

Al termine della conferenza stampa è stato infine consegnato uno speciale riconoscimento – il Diversity&Inclusion Award – alle imprese che nel 2014 hanno inserito nella propria azienda persone incontrate durante i Career Forum Diversitalavoro: American Express, Banca Popolare di Milano, Edison e Intesa Sanpaolo.

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