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“Ad altra voce”, la Regione fa un primo bilancio

“Ad altra voce”, la Regione fa un primo bilancio
aprile 29
16:21 2015

Primo bilancio in Regione, dopo 18 mesi, del Protocollo sulla comunicazione interculturale. Un punto della situazione che ha coinvolto un buon numero dei firmatari del documento che mette al primo punto la costruzione di reti “tra soggetti istituzionali, di categoria, del mondo dei media e della società civile per sviluppare programmi che mantengano viva la riflessione e l’attenzione sul ruolo che la comunicazione interculturale ha nei processi di inclusione sociale”.

Attorno a un tavolo si sono così seduti ieri, 28 aprile, gli operatori e i giornalisti del “Bradipo” e di “Ero straniero”, di “She news”, il Cospe, i “Cittadini del mondo-Occhio ai media”, l’agenzia di stampa Redattore Sociale, l’Anci Lega Autonomie, Africa e Mediterraneo, la rete Mier, l’Università di Bologna, l’associazione Arcobaleno-Casa Intercultura di Rimini, l’Ipsia Vallauri-Il Merlino, il Corecom…

A Barbara Burgalassi, del servizio Politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale della Regione Emilia-Romagna, il compito di illustrare – dopo l’introduzione della dirigente Monica Raciti – il lavoro svolto fino a ora, tra successi e punti critici. Tra i primi, solo per citarne alcuni, la realizzazione del quaderno su “Media education”, la Summer school promossa da Zaffiria, il lavoro sperimentale con una classe, la 3 C di Bellaria-Igea Marina proprio sul tema identità e razzismo, oltre all’evento finale in Regione nel mese di marzo che ha coinvolto una novantina di studenti all’interno del progetto regionale “Azioni di sistema per lo sviluppo della comunicazione interculturale in Emilia-Romagna (in attuazione proprio del Protocollo di intesa).

Importanti anche le giornate di formazione su giornalismo e comunicazione interculturale, gratuite, organizzate dalla Laurea magistrale del dipartimento di Scienze politiche e sociale della professoressa Pina Lalli in collaborazione con il Master in Giornalismo dell’Università di Bologna e l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Mentre un grande lavoro ha fatto Mier magazine che ospita le news sull’applicazione del protocollo assieme al portale ER Sociale, e che ha anche realizzato alcuni video. Importante il monitoraggio del Corecom sulla rappresentazione degli immigrati nei telegiornali.

Punto critico resta sempre il rapporto con l’informazione mainstream, le redazioni cartacee e web dei quotidiani locali e non, e in genere il contatto con i giornalisti professionisti. Per questo si è pensato di incrementare le occasioni di formazione, anche alla luce dell’entrata in vigore per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti dallo scorso anno dell’obbligo della formazione permanente. A breve un nuovo appuntamento.

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La rete MIER è un network, che raccoglie le testate, i siti web, le iniziative radiofoniche e televisive di comunicazione, realizzate da cittadini di origine straniera o gruppi misti nella Regione Emilia Romagna. L’ obiettivo della rete MIER è la promozione de la comunicazione interculturale come strumento di crescita civile per lo sviluppo di una società inclusiva. Forte della sua rete di collaboratori ed esperti diffusa al livello territoriale, la rete MIER opera nel settore della comunicazione, dell’ editoria e dell’ organizzazione di eventi tutti a valore aggiunto per le istituzioni, imprese ed associazioni.

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