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Rom e Sinti, due quaderni per abbattere i pregiudizi

Rom e Sinti, due quaderni per abbattere i pregiudizi
marzo 17
11:04 2015

Sono nomadi, dovrebbero tornare a casa loro, sono incuranti dell’igiene, non vogliono integrarsi, rubano i bambini, non vogliono lavorare. Sono alcune delle credenze più diffuse e ancora radicate nella mentalità comune rispetto a Rom e Sinti. Per superare questi pregiudizi e provare a conoscere meglio le due comunità, la Regione ha realizzato lo scorso gennaio, nell’ambito del progetto Roma Matrix, “Le discriminazioni verso Rom e Sinti” (Quaderno contro le discriminazioni n. 8).

Scopriamo allora che solo il 3% della popolazione rom e sinta presente in Italia conduce una vita itinerante, che il 61% ha la cittadinanza italiana (il 95,9% in Emilia-Romagna), che la maggior parte di sinti e rom cura con grande attenzione la pulizia di roulotte e abitazioni, mentre sono i nuclei itineranti che, non potendo accedere ai servizi igienici in modo continuativo, possono risultare meno attenti alla pulizia, che la loro paura non è l’integrazione, che viene ricercata attivamente, ma l’omologazione, che sono sinti e rom a temere che vengano loro portati via i figli da assistenti sociali e Polizia, e che hanno sempre lavorato, concentrandosi in particolare sulle professioni che meglio si adattavano alla vita itinerante (giostre, raccolta del ferro, lavorazione del rame, riparazioni, ecc), attività che con l’urbanizzazione e l’industrializzazione della società italiana sono diventate meno remunerative.

“Non è il paesaggio montuoso e interrogativo di Musil, né il formicaio metropolitano di Bret Easton Ellis: è il ciglio della strada. Non sono i ricchi giardini goethiani né i deserti di Coetzee: sono i bordi dei campi, quelli dove cresce un’erba strana, senza nome. Non è la città, né la campagna: è un’aiuola dismessa. Non è l’infinito, è il finito: è l’indefinito. Non è la destra, ma nemmeno la sinistra: è l’indecisione”. Queste parole, tratte dal ‘Manifesto del terzo paesaggio’ di Gilles Clèment, aprono il Quaderno contro le discriminazioni su Rom e Sinti. La scelta, come spiegato nella premessa, “dipende dal fatto che è proprio l’incertezza l’aspetto con cui bisogna fare i conti quando gli operatori si relazionano con queste realtà. Ed è il dubbio che bisogna coltivare per evitare di ridurre in categorie comunità complesse e disomogenee tra loro. Crediamo sia nella capacità di farsi domande e tollerare la compresenza di aspetti discordanti fra loro, la chiave di lettura di una realtà difficilmente traducibile per chi è un non zingaro, uno stanziale”.

Sempre in tema di non discriminazione, la Regione aveva già realizzato nel 2014 “Rom e Sinti. Manuale per operatori di polizia locale” (Quaderno contro le discriminazioni n. 5), una pubblicazione rivolta alla Polizia Locale e alle Forze dell’ordine per riconoscere e prevenire le diverse forme di razzismo e discriminazione. Il quaderno affronta nello specifico la realtà e gli stereotipi che circondano un gruppo, quello degli ‘zingari’, termine che definisce in modo prevalentemente negativo una comunità disomogenea al suo interno, circondata da falsi miti e disinformazione. Comunità che rappresenta il catalizzatore ideale delle paure e delle costruzioni sociali del diverso su cui si basano il mantenimento e il rafforzamento dell’identità della comunità maggioritaria.

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