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Le donne nei media arabi

Le donne nei media arabi
marzo 05
09:05 2015

Quale è l’immagine delle donne arabe che appare dai media arabi dopo le rivoluzioni? Come vengono rappresentate? Come si auto rappresentano? Cos’è cambiato nel processo di rappresentazione femminile con le sollevazioni popolari e l’avvento al potere di partiti islamisti? E’ a queste domande che i 7 saggi pubblicati in “Le donne nei media arabi. Tra aspettative tradite e nuove opportunità”(Carocci, 2014), a cura di Renata Pepicelli, provano a rispondere.
I diversi contributi mostrano, attraverso l’analisi di programmi televisivi, siti internet, blog, pellicole cinematografiche, vignette e graffiti, la condizione femminile nella regione e in particolare in Egitto, Tunisia e Marocco dopo le rivolte che hanno scosso la regione araba tra il 2011 e il 2012.

Nell’introduzione Renata Pepicelli, ricercatrice all’Università di Bologna ed esperta di mondo islamico, si sofferma sulla necessità di andare oltre la visione orientalista della donna araba, cioè da ciò che spesso ci viene presentato dai media. Dai successivi saggi emerge poi un quadro molto più sfaccettato, ricco e articolato rispetto agli stereotipi correnti. Se, infatti, le aspettative in tema di uguaglianza di diritti sono state “tradite” dall’esito delle rivolte, dato l’insediamento di governi che puntano ad una islamizzazione delle società arabe promuovendo valori per lo più conservatori e patriarcali, va al contempo registrato “il manifestarsi di una libertà di espressione inedita”, in buona misura dovuta all’uso femminile dei new media, “grazie alla quale si fanno largo nuove rappresentazioni delle donne e dei rapporti tra i generi”.

Uno spaccato del mondo arabo nel quale le donne da un lato hanno maggiore libertà di espressione e visibilità, mentre dall’altro non sono però riuscite ad ottenere un reale miglioramento della propria condizione. E’ qui che si innesca un paradosso di genere: per quanto maggiormente visibili e capaci di far ascoltare la propria voce, le donne hanno difficoltà ad incidere sulle agende dei nuovi governi, mentre sono continuamente esposte ad attacchi e a violenze quando agiscono, soprattutto in Egitto, nello spazio pubblico.

Dal cyber-spazio, infine, allo spazio reale, alla realtà filmata dalla street art nelle piazze egiziane: il volume contiene anche un interessante contributo di Azzurra Meringolo che getta luce su questa forma artistica che si propone come piattaforma in grado di inglobare sfumature del discorso di genere che sfuggono ai media tradizionali.

(www.redattoresociale.it)

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