rete Mier

News

 Breaking News
  • No posts were found

L’assoluzione irragionevole del Pd

L’assoluzione irragionevole del Pd
febbraio 10
11:17 2015

«Quando vedo la Kyenge, non posso non pen­sare a un orango», disse Cal­de­roli nel corso di un comi­zio della Lega Nord a Tre­viso. Ecco la frase choc a sfondo raz­ziale che aveva spinto il Movi­mento Cin­que Stelle a pro­ce­dere con­tro il Sena­tore Cal­de­roli per il reato di isti­ga­zione al raz­zi­smo e dif­fa­ma­zione. Con grande sor­presa di tutti i cit­ta­dini assi­stiamo ad un no secco da parte della Giunta per le immu­nità del Senato che pro­nun­cia una sen­tenza a favore di Calderoli.

Una sen­tenza indi­ge­ri­bile che aprirà molti dubbi circa la cre­di­bi­lità del Pd sui temi dei diritti umani e soprat­tutto della lotta con­tro le forme di discri­mi­na­zioni raz­ziali. Per­so­nal­mente mi chiedo: chi è vera­mente que­sta razza di par­tito che apre le sue urne agli immi­grati diven­tati ita­liani per rac­co­gliere i loro voti? Chi è que­sto par­tito che parla di inte­gra­zione ogni giorno e quando deve pren­dere deci­sioni impor­tanti, pre­fe­ri­sce seguire i pre­di­ca­tori del raz­zi­smo? Come pos­siamo nomi­nare que­sto par­tito demo­cra­tico che si dichiara anti­raz­zi­sta quando gli con­viene e quando si chiude nelle stanze deci­sio­nali, divide l’opinione pub­blica sui temi impor­tanti come il raz­zi­smo e la discri­mi­na­zione? Il Pd vota, fa retro­mar­cia e pro­mette di cor­reg­gere il falso passo. In altre parole nasconde la testa sotto la sab­bia come lo struzzo.

Du déjà vu! Que­sta brutta sen­tenza suona come un’allerta forte per noi con­si­de­rati in que­sto situa­zione «oran­ghi» ormai da quat­tro secoli di schia­vitù, tre secoli di colo­nia­li­smo e oggi visti come veri negri che non hanno il loro posto nel Par­la­mento e negli uffici, ma sui rami degli alberi, come disse il col­lega di Cal­de­roli, la xeno­foba Anne-Sophie Leclère, alla Dot­to­ressa Chri­stiane Tau­bira. In Fran­cia, la signora Anne-Sophie Leclère è stata con­dan­nata. In un paese civile anche i cani sono rispet­tati. Il mio cane ha un nome e non si chiama cane.

Non si cri­tica mai una sen­tenza ma oggi il Par­la­mento ha dato via libera a chiun­que di indi­riz­zare le stesse parole di Cal­de­roli ai cit­ta­dini diver­sa­mente visi­bili.
Isti­gare le per­sone a con­si­de­rare i neri come ani­mali non è satira, né cri­tica, ma sola­mente un reato. Ecco per­ché tale frase dev’essere con­dan­nata per inse­gnare ai cit­ta­dini il com­por­ta­mento deco­roso verso il diverso.

Que­sta brutta sen­tenza segnala senza dub­bio e mi assumo la respon­sa­bi­lità della mia affer­ma­zione, la con­di­zione di una classe poli­tica vit­tima di un’enorme ristret­tezza di vedute nel suo modo di ela­bo­rare e di con­tra­stare il raz­zi­smo. Cari cit­ta­dini, vi pongo sola­mente tre domande: se Kyenge fosse un uomo, sarebbe così derisa? Se Kyenge fosse un’ebrea, Cal­de­roli sarebbe con­dan­nato? Se Kyenge fosse una nera ame­ri­cana, la sen­tenza sarebbe diversa?

Cheikh Tidiane Gaye
Pubblicato da Il Manifesto il 7 febbraio 2015

About Author

redazione

redazione

La rete MIER è un network, che raccoglie le testate, i siti web, le iniziative radiofoniche e televisive di comunicazione, realizzate da cittadini di origine straniera o gruppi misti nella Regione Emilia Romagna. L’ obiettivo della rete MIER è la promozione de la comunicazione interculturale come strumento di crescita civile per lo sviluppo di una società inclusiva. Forte della sua rete di collaboratori ed esperti diffusa al livello territoriale, la rete MIER opera nel settore della comunicazione, dell’ editoria e dell’ organizzazione di eventi tutti a valore aggiunto per le istituzioni, imprese ed associazioni.

Related Articles

0 Comments

No Comments Yet!

There are no comments at the moment, do you want to add one?

Write a comment

Write a Comment

Spazio pubblicitario

Categorie

Twitter