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Amref Health Africa e i riti di passaggio alternativi alle MGF

Amref Health Africa e i riti di passaggio alternativi alle MGF
febbraio 05
11:20 2015

In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, che si terrà il prossimo 6 febbraio, Amref Health Africa propone i Riti di Passaggio Alternativi che in Kenya e Tanzania hanno già salvato migliaia di ragazze. Nel mondo sono 100 milioni le bambine e le ragazze che hanno subito la pratica delle mutilazioni genitali. Il 90% in Africa, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dal 20 dicembre 2012 l’ONU ha dichiarato la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili. Ma sono ancora molte le ragazze che ogni anno vengono ancora mutilate: circa 3milioni in Africa.

In Europa, secondo il Parlamento Europeo, sono 500mila le donne che convivono con le mutilazioni genitali. Egitto, Sudan, Mali, Kenya, Tanzania sono questi i Paesi africani maggiormente colpiti e dove le mutilazioni genitali femminili continuano ad avere un effetto devastante sul corpo, sui diritti e sul resto della vita di troppe ragazze. “Molti Paesi hanno formalmente proibito la pratica delle mutilazioni delle ragazze – afferma Tommy Simmons, fondatore della sezione italiana di Amref Health Africa, ritornato da poco dal Kenya – ma quando vanno ad incidere su usi e costumi tradizionali, molto radicati nell’identità stessa delle tribù, le leggi hanno un impatto molto moderato”. In molte comunità tale pratica viene fortemente sostenuta sia dagli uomini che dalle donne, in quanto rappresenta formalmente il passaggio alla maturità delle ragazze e si ritiene dia loro un senso di orgoglio e di piena partecipazione adulta alla loro società.

 In realtà, questo rito di passaggio nell’immediato causa una ferita dolorosa ed insanabile nel corpo delle ragazze, spesso provocando altre ripetute e gravi conseguenze negli anni, con ogni gravidanza e parto, e nei fatti le rende eleggibili al matrimonio ad una giovane età, creando spesso la percezione dell’inutilità della loro educazione e della possibilità di mirare ad un futuro diverso da quello delle proprie madri.

“L’unico modo sostenibile per eliminare questa molteplice amputazione dalla vita è di lavorare su più fronti” continua Simmons “con le etnie dove la tradizione è più radicata, ed identificare insieme a loro riti di passaggio alternativi che permettano il rispetto formale delle tradizioni che necessitano di un atto formale per sancire il passaggio alla maturità dei giovani, eliminando del tutto la violenza delle mutilazioni”.

L’alternativa ai singoli elementi dei riti tradizionali può essere sviluppata e consolidata solo grazie all’apporto di una leadership locale più “illuminata”. Grazie a questo approccio, e a quasi 60 anni di lavoro per e con le comunità africane più bisognose, Amref Health Africa negli ultimi anni ha sviluppato riti alternativi di passaggio con e per diverse comunità Masai in Kenya ed in Tanzania che ad oggi hanno permesso a più di 4mila ragazze di evitare la mutilazione genitale grazie alla rinuncia al rito di otto comunità locali e al sostegno formale di oltre 350 leader locali, che hanno denunciato pubblicamente una tradizione che, oltre a ledere terribilmente le singole ragazze, rappresenta un freno per la crescita di tutta la comunità, per via del perdurare dell’analfabetismo e gli alti tassi di mortalità materna in parte dovuti anche al gran numero di matrimoni e di gravidanze molto, molto precoci.

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