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Immigrazione e integrazione: più fondi dall’Europa

Immigrazione e integrazione: più fondi dall’Europa
gennaio 27
12:10 2015

L’Italia è il Paese che usufruirà di più fondi europei per la lotta all’immigrazione irregolare e per l’integrazione da qui al 2020. È quanto emerge da un comunicato stampa della Commissione europea pubblicato in seguito alle dichiarazioni del Commissario dell’Unione europea per l’immigrazione Dimitris Avramopoulos, lo scorso 13 gennaio, in merito all’impegno dell’Ue nella lotta agli irregolari. L’Italia riceverà 522 milioni di euro per il periodo 2014-2020, la Spagna 506, la Grecia 466, la Bulgaria 82, Malta 78 e Cipro 74.

Le voci del finanziamento sono due: da una parte, Amif (Asylum, Migration and Integration Fund che in 7 anni eroga agli Stati membri 3 miliardi e 137 milioni di euro), destinato alle politiche per asilo, migrazione regolare, rimpatri assistiti; dall’altra Isf (Internal Security Fund, a cui in totale vanno 3,8 miliardi di euro per i 7 anni).

Per l’Italia, Amif vale 310 milioni di euro, mentre l’Isf 212. Entrambi i fondi hanno delle riserve per i casi di emergenza: nel 2014 l’ammontare complessivo per questo capitolo di spesa messo a disposizione dalla Commissione è stato di 25 milioni di euro per Amif e 8 per Isf. A questo si aggiungono fondi aggiunti per il “re insediamento” (“resettlement”, il trasferimento di rifugiati da un Paese di primo asilo verso altri Paesi più sicuri) disponibili per ciascun Paese, ricavati da Amif.

In questa pratica c’è un abisso tra la Germania e il resto dell’Unione: sui 36.300 rimpatri del 2014, 30 mila sono stati fatti da Berlino. L’Unione europea finanzia poi la Siria, la più grossa area di crisi al mondo, con progetti di cooperazione e sviluppo: 3 milioni di euro. A questi si aggiungono 872 milioni destinati ai campi profughi siriani e dei paesi limitrofi.

Secondo i numeri raccolti da Frontex, l’agenzia europea che si occupa del controllo delle frontiere europee, la rotta che più è cresciuta nel 2014 è stata quella del Mediterraneo centrale (da Libia, Tunisia ed Egitto verso Malta o Italia), (+277% rispetto allo scorso anno). Cresce anche quella del Mediterraneo orientale, che dalle sponde del vicino Oriente e della Turchia conduce fino a Grecia, Italia e Malta: 50.561 transiti, il doppio dello scorso anno. Registrano un tasso di crescita anche le rotte che vanno da Marocco a Spagna (+15%), dai Balcani a Germania, Austria e altri Paesi dell’Europa centrale (+87%) e la rotta che dalla Turchia attraversa il Mar Nero (433 transiti, +193%). L’Europa, nell’ultimo anno, è dunque sempre più in fermento e in movimento.

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