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Giovani italiani al servizio della società

Giovani italiani al servizio della società
gennaio 22
07:53 2015

Il 79,5% dei giovani italiani considera favorevolmente il “Servizio civile universale” che il Governo è in procinto di attivare. Pur essendo attualmente poco conosciuto (meno del 10% lo conosce bene e il 35% ne ha sentito vagamente parlare), possiede caratteristiche che la grande maggioranza dei giovani considera utili e importanti: consente infatti allo stesso tempo di esprimere valori di solidarietà e arricchisce il proprio saper essere e fare con competenze spendibili anche nel mondo del lavoro (aspetto cruciale per il 95% degli intervistati).

La maggioranza dei giovani è infatti disponibile a prenderlo personalmente in considerazione. E’ questo il pensiero giovanile sulla partecipazione sociale intercettato dall’ indagine del Rapporto Giovani (www.rapportogiovani.it) promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Università Cattolica e con il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo, condotta su un campione di 1.783 persone rappresentativa su scala nazionale dei giovani tra i 19 e i 30 anni, che è stata presentata martedì 20 gennaio presso la Sala Stampa di Palazzo Chigi.

L’impressione è quindi che in Italia ci sia un’ampia domanda di partecipazione sociale dei giovani che non ha finora trovato adeguati strumenti di valorizzazione. I dati della ricerca del “Rapporto giovani” condotta a fine 2014 confermano ulteriormente questa impressione arricchendo sempre più il quadro in relazione anche alle nuove proposte del Governo, in particolare al “Servizio civile universale”.

Secondo il prof. Alessandro Rosina, tra i curatori dell’Indagine “Negli ultimi anni nei giovani è aumentata la consapevolezza che il successo professionale non dipende solo dal titolo di studio, ma anche da competenze che si acquisiscono fuori dalle mura scolastiche mettendosi direttamente alla prova con la realtà lavorativa e sociale. Questi motivi, assieme al desiderio di riconoscimento sociale e al senso di appartenenza comunitaria, hanno fatto crescere negli ultimi anni l’attenzione dei giovani verso attività di volontariato e di servizio civile. Dove questa predisposizione è stata sostenuta da proposte di valore e in sintonia con nuove sensibilità e interessi delle nuove generazioni si è osservata anche una crescita effettiva di partecipazione”.

La partecipazione sociale è quindi molto importante per i giovani italiani, e il compenso va in secondo piano rispetto alle soddisfazioni personali che da questo ne derivano. Ma c’è da pensare che probabilmente senza la profonda crisi a cui l’Italia è stata condannata da sei anni a questa parte forse il risultato di questa indagine sarebbe diversa. I giovani si ritrovano infatti senza lavoro e con tanto tempo libero e altrettanto frustrazione, il servizio civile si rivela dunque spesso un’alternativa creativa per riempire il proprio tempo in attesa di un’opportunità economicamente soddisfacente, nonché un’opportunità per sentirsi utili alla società e al mondo.

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