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18 dicembre – Giornata Internazionale del Migrante 2014

18 dicembre – Giornata Internazionale del Migrante 2014
dicembre 17
10:55 2014

In occasione della Giornata Internazionale del Migrante, che cade questo giovedì  18 dicembre, il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) William Lacy Swing lancia un appello perchè si intervenga immediatamente per salvare le vite dei migranti e per interrompere il traffico di esseri umani che, speculando sulla disperazione, guadagna enormi somme di denaro.

I dati dell’OIM dimostrano come siano sempre più numerosi i migranti che perdono la vita durante i pericolosi viaggi intrapresi nella speranza di migliorare le proprie condizioni di vita e quelle dei propri familiari.

Circa 5.000 migranti (4.868) hanno perso la vita in mare, nei deserti, sulle montagne. Il 2014 è stato l’anno peggiore che si ricordi, con circa il doppio di vittime rispetto all’anno precedente.

Il numero più alto di vittime è stato registrato nel Mediterraneo, dove più di 3.000 persone sono affogate dopo essersi imbarcate su natanti fatiscenti. Oltre 540 migranti sono morti nella Baia di Bengali e almeno 307 hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti.

“Dobbiamo affrontare i motivi alla base di questa ‘migrazione della disperazione’ e agire in modo coerente e concertato”, afferma l’Ambasciatore Swing. “E’ una battaglia che dobbiamo combattere insieme. Abbiamo bisogno di un maggiore sforzo politico e dobbiamo avere il coraggio di contrastare la preoccupante ascesa della xenofobia”.

Per proteggere i migranti vulnerabili e ridurre il numero di morti, il Direttore Generale elenca tre priorità: soccorrere le persone e quindi salvare vite, affrontare le cause dell’immigrazione irregolare, avviare partnership concretamente operative.

“Tutti gli Stati hanno l’obbligo internazionale di salvare le vite di coloro che sono in cerca di aiuto. Le operazioni di soccorso dovrebbero continuare anche nelle acque internazionali del Mediterraneo. L’operazione Triton,sicuramente lodevole, copre un’area di intervento troppo limitata”, nota l’Ambasciatore Swing.

L’OIM teme che, se l’Unione Europea non avvierà nel Mediterraneo un’operazione di soccorso ampia e dotata di un numero di mezzi in grado di sostituire la ormai terminata Missione Mare Nostrum, il numero di morti potrebbe aumentare.

Il Direttore Generale dell’OIM ritiene inoltre che i Paesi debbano adottare leggi finalizzate a contrastare i trafficanti, e non i migranti irregolari. “I Governi dovrebbero depenalizzare i migranti irregolari, di modo che possano denunciare i trafficanti alle forze di polizia e contribuire così alla lotta contro il crimine organizzato transnazionale.”

Con 33.3 milioni di sfollati interni e 16,7 milioni di rifugiati, il numero di persone in fuga dalla violenza e dai conflitti nel mondo è oggi il più alto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Il numero senza precedenti di crisi provocate dall’uomo, in Siria, in Iraq, in Libia, nella Repubblica Centrafricana e in Sud Sudan; l’impatto dell’Ebola sull’economie dell’Africa occidentale; i cambiamenti climatici, gli eventi metereologici estremi: sono tutti fattori che favoriscono le migrazioni e che devono essere affrontati.

L’OIM chiede che, per rispondere a questa “migrazione della disperazione”, si migliorino i meccanismi di accesso a una migrazione regolare e sicura. A tal fine occorre promuovere i partenariati internazionali sulla migrazione per lavoro e sui ricongiungimenti familiari, fornire più informazioni sui rischi della migrazione irregolare, sostenere la stabilizzazione delle comunità e contribuire alla creazione di posti di lavoro nei paesi di origine.

Circa 232 milioni di persone sono migranti internazionali. Si tratta di un numero che in valori assoluti è aumentato, ma che in percentuale rimane stabile intorno al 3% della popolazione mondiale.

“La migrazione non solo è inevitabile, ma è anche necessaria e desiderabile”, afferma l’Ambasciatore Swing. “Le società del Nord del mondo stanno invecchiando, mentre a Sud le popolazioni sono giovani e in crescita. L’ascesa di sentimenti ostili nei confronti dei migranti rappresenta un crudele paradosso, in un momento storico in cui società che invecchiano hanno sempre più bisogno della migrazione per poter continuare a creare lavoro.”

“La comunità internazionale deve lavorare in modo congiunto per far sì che l’attuale narrazione della migrazione diventi più positiva e sia in grado di mettere in luce il contributo fornito dai migranti nei Paesi di accoglienza e in quelli di origine, che traggono enorme beneficio dalla rimesse inviate in patria”, conclude il Direttore Generale OIM.

Per ulteriori informazioni: http://mmp.iom.int/migrantsday

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