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La sfida di Obama al Congresso

La sfida di Obama al Congresso
novembre 25
16:43 2014

Il problema è che io sono il presidente e non l’imperatore degli Stati Uniti. Il mio compito è di applicare le leggi approvate”. Ecco come Barack Obama aveva spiegato i limiti ai suoi poteri di risolvere il nodo dell’immigrazione ad un gruppo di attivisti in una videoconferenza mediante Google Hangout.

Le cose sono cambiate dalla dichiarazione fatta l’anno scorso. Il Congresso ha ignorato il disegno di legge approvato dal Senato nel 2013 che avrebbe riformato la legge sull’immigrazione. Obama ha aspettato pazientemente ed adesso che le elezioni di midterm sono finite ha deciso di cambiare strada.

In un discorso alla nazione Obama ha chiarito che data l’inerzia al Congresso ha dovuto prendere la decisione di agire da solo per migliorare la situazione usando i suoi poteri esecutivi. Il decreto di Obama regolarizzerà temporaneamente lo status di circa cinque degli undici milioni di clandestini nel Paese. Coloro i quali vivono in America da cinque anni e quelli con figli di cittadini americani potranno fare richiesta di un permesso di soggiorno. Questi individui potranno uscire alla luce del sole pagando il costo dell’investigazione che determinerà se hanno la fedina penale pulita. Dovranno anche pagare le tasse. Il decreto esecutivo è valido per tre anni e non include un iter per la cittadinanza né garantisce i benefici di Obamacare e neppure assistenza per i poveri come Medicaid e i buoni pasto.

Le reazioni dei leader repubblicani anche prima dell’annuncio erano prevedibili. John Boehner, presidente della Camera, ha dichiarato che i repubblicani si opporranno con tutte le loro forze e che tutte le opzioni sono sul tavolo. Queste includono la minaccia di un nuovo shutdown, la chiusura dei servizi governativi non essenziali, l’impeachment, o la denuncia del presidente.

Queste dichiarazioni sono ovviamente musica per l’estrema destra del Gop che non ha mai digerito la presidenza di Obama. Contrastare l’attuale inquilino della Casa Bianca è naturale per il semplice fatto che lo vedono come usurpatore della presidenza.

Alcuni senatori repubblicani “moderati” come Lindsey Graham del South Carolina e John McCain dell’Arizona hanno però espresso la loro delusione nei confronti della Camera per non avere agito sul disegno di legge approvato dal Senato.

Il farneticante senatore Ted Cruz, repubblicano del Texas, ha minacciato di bloccare tutte le nomine giudiziali di Obama perché vede la distruzione della Costituzione nel decreto di Obama. Si sbaglia. Il piano di Obama è legale e fa parte della sua “prosecutorial discretion” cioè a dire la libertà di stabilire priorità su quali crimini affrontare. Il Congresso, per esempio, aveva approvato fondi necessari per deportare 400.000 individui l’anno scorso ma l’amministrazione di Obama ne ha deportati molti di più. Nessuna protesta da parte dei repubblicani.

Nessuna protesta dei repubblicani anche quando altri presidenti hanno fatto quasi la stessa cosa anche se in situazioni non completamente analoghe. Il presidente John F. Kennedy diede protezione ai profughi cubani negli Anni Sessanta. Il presidente Ronald Reagan e George Bush, padre, usarono ambedue la stessa discrezione per assistere i figli e le mogli di immigranti che avevano ottenuto l’amnistia con la legge del 1986. I due presidenti repubblicani decisero di agire mediante i loro poteri esecutivi dato che il Congresso non aveva voluto includere i membri della famiglia nella legge sull’amnistia.

Obama sta usando la stessa discrezione ma su una scala più amplia. Il presidente ha deciso che si concentrerà a deportare quegli individui che rappresentano un pericolo per la sicurezza nazionale e i criminali condannati. Secondo Horoshi Motomura della facoltà di giurisprudenza alla Ucla il presidente ha il diritto di stabilire priorità sull’applicazione delle leggi in modo uniforme “senza però discriminare contro nessuno”.

Per quanto riguarda le deportazioni Obama era stato accusato da attivisti di immigrazione come “deporter in chief” per il grande numero di deportati. Questa era stata una strategia di Obama per dimostrare ai repubblicani che crede alla sicurezza nazionale e cercare di spronarli ad approvare leggi adeguate e risolvere la situazione degli immigrati.

Nel suo discorso Obama ha sfidato i repubblicani alla Camera dicendo che quelli che dubitano sulla sua autorità di agire dovrebbero migliorare il sistema dell’immigrazione con una nuova legge. Signor Boehner?

Domenico Maceri (Docente di lingue all’Allan Hancock College, Santa Maria, California)

(americaoggi.info)

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