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Un premio ai sopravvissuti

Un premio ai sopravvissuti
ottobre 09
07:05 2014

Il 10 luglio 2014 il Consiglio d’Europa ha approvato un’ordinanza che è passata del tutto in sordina, o quasi. Questa ordinanza, la n. 11671/14, infatti è a circolazione limitata, almeno finchè il sito Statewatch non l’ha resa nota al pubblico pochi mesi fa.
I Paesi dell’UE, sotto la guida della Presidenza del semestre italiano e il coordinamento della Direzione Centrale per l’Immigrazione e la Polizia di Frontiera del Ministero dell’Interno italiano, sono in procinto di lanciare una “retata” poliziesca su scala continentale, sponsorizzata da Frontex: l’operazione Mos Maiorum, come viene chiamata nell’ordinanza.

Dal 13 al 26 Ottobre, 18.000 agenti di polizia di tutti i Paesi membri dell’Unione e quelli associati all’accordo di Schengen, infatti, saranno mobilitati per dare la caccia ai “migranti irregolari ” e sans-papiers di tutta Europa. Controlli forzati, posti di blocco, interrogazioni e probabile detenzione nei CIE in attesa di espulsione e arresti. I controlli sono previsti nelle stazioni e aeroporti del continente, ai confini dell’Unione così come all’interno dello spazio di circolazione di Schengen.

Questa iniziativa a dir poco discutibile in realtà non è la prima nel suo genere, infatti prima di Mas Maiorum ci sono state le operazioni “Perkunas”, “Hermes”, “Mitras”, “Demeter”, “Balder” e “Aphrodite”. Tutte con lo stesso scopo: schedare i migranti irregolari.
Ma ancora più discutibile quest’anno è la coincidenza di Mas Maiorum con il primo anniversario dei tragici naufragi avvenuti a Lampedusa un anno fa, in quel Mediterraneo considerato oggi la frontiera più pericolosa del mondo.
Ironicamente, i pochi sopravvissuti a quei naufragi ed ai seguenti saranno perseguiti se ancora non muniti di regolari permessi. Una sorta di cinico “premio” per essere scampati alla morte.

In realtà non c’è niente di ironico in tutto questo, non lo sono i barconi della disperazione come non lo sono le frontiere. Queste tutto sommato non sono altro che linee  immaginarie che dividono chi può sognare da chi non si può permettere di farlo, solo perché dalla parte sbagliata di una di queste linee.

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Zineb Naini

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