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La stanza del silenzio

La stanza del silenzio
ottobre 28
11:06 2014

Il 30 ottobre sarà inaugurata all’ospedale Santa Lucia di Roma la “stanza del silenzio”, ovvero uno spazio di raccolta che i fedeli di tutte le professioni religiose potranno utilizzare per pregare, o semplicemente per pensare.
Questa iniziativa, spiegano i promotori, “acquista una valenza etica tutta particolare, in un momento delicatissimo dal punto di vista religioso sul piano nazionale ed internazionale”.

Le esperienze simili in Italia sono davvero poche, infatti solo pochi ospedali e strutture sanitarie si sono dotati di uno spazio come questo. In Emilia Romagna una “stanza del silenzio” la si può trovare all’ospedale Sant’Anna di Ferrara, in cui il 2013 è stata creata dall’antropologo ferrarese Francesco Carrieri e gestore del servizio di mediazione interculturale dello stesso ospedale.

Oltre che a portare un’idea molto importante ed innovativa per i servizi ospedalieri, questo servizio ha permesso alle persone coinvolte di avere uno spazio per stare per conto proprio, in un ambiente molto difficile come un ospedale.

“La “stanza del silenzio” – ci dice Stefano Cavina, il giovane antropologo che ha ereditato la gestione di questo spazio – è un punto di incontro in cui tutti, medici, pazienti e familiari dei pazienti, possono allentare le tensioni ed allontanarsi da situazioni molto difficili”.

“Questa stanza – continua Stefano – è stata inaugurata alla presenza di tutti i rappresentanti delle maggiori confessioni religiose di Ferrara, che hanno firmato lo statuto di cui questo spazio è stato dotato. Infatti questa stanza ha delle regole molto semplici: il rispetto reciproco degli spazi e nessun proselitismo è permesso”. Questo regolamento è stato firmato anche dall’UAAR, ovvero l’Unione Atei, Agnostici e Razionalisti.

Stefano Cavina, da antropologo ottimista che è, si augura che un’esperienza del genere non rimanga isolata ai soli spazi ospedalieri, ma che possa essere estesa anche agli spazi pubblici più frequentati, come ad esempio le stazioni ferroviarie e gli aeroporti. “Questo – sempre secondo Stefano – renderebbe la convivenza e la pace spirituale semplicemente più semplice”

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Zineb Naini

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