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Il prezzo del lavoro

Il prezzo del lavoro
ottobre 14
07:03 2014

In Italia il lavoro domestico è diventata la principale fonte occupazionale per le migranti. Sono aumentate infatti le richieste di figure professionali come badanti, colf, governanti e assistenti varie. Figure che non appaiono però tutelate dagli specifici strumenti sindacali.

Ne sono convinte, Ludmila Makhotina, mediatrice culturale ucraina per la cooperativa “Dialogos” di Forlì, e la sua compaesana, Svetlana, badante 24/24 per una famiglia forlivese. “Ho scelto questo lavoro – spiega Svetlana – per avere i documenti in regola. Sono laureata in economia e ho lavorato come commercialista in Ucraina, ma in Italia non riesco a far valere i miei titoli. Non ho tempo libero, non mi concedono feste e riposi. Mi pagano 800 euro, meno di quanto dichiarato nel contratto. Mi dicono: se non ti sta bene, va via”. Un fenomeno molto diffuso a sentire Makhotina, che è anche Consigliera della Consulta Comunale degli immigrati di Forlì.

“Otto badanti su dieci lavorano senza contratto – specifica Ludmila – o con un contratto fasullo. Si pattuiscono 4 ore ma ne lavorano 8. Lo stipendio, spesso, viene pagato in contanti per non far scoprire il mancato compenso”. Nel 2013, la popolazione immigrata femminile ha superato quella maschile, 23 mila contro 21, su un totale di 45.000, pari all’ 11,27% della popolazione residente in provincia di Forlì – Cesena. Non a caso, i paesi con maggiore presenza femminile sono: Romania, Ucraina, Bulgaria, Polonia, Albania, Moldavia e Russia.

“Pago l’università a mia figlia – aggiunge Svetlana – ma appena si laurea, vado via dall’Italia, perché non posso più sopportare questa umiliazione. Senza neanche due ore al giorno di pausa, per uscire di casa e vivere”.

Anche Makhotina conferma: “Solo due lavoratrici su dieci hanno le feste e i riposi previsti da contratto. E’ molto pesante, anche psicologicamente, per una donna non imparare la lingua e non avere tempo libero, magari per frequentare un corso di formazione. Questa non è vita”.

di Armando Dell’Annunziata

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