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Emna la panettiera di Forlì

Emna la panettiera di Forlì
ottobre 28
20:59 2014

Le notizie della cronaca si sono talvolta soffermate sui rischi e sulle problematiche derivanti dalla presenza di cittadini immigrati in alcune zone del centro cittadino di Forlì. Negozi sfitti, degrado urbano e sporcizia fanno da sfondo al triste scenario in cui alcuni tendono a confinare la presenza degli immigrati di Forlì.
Ben diversa, però, è l’area che si respira in questa tipica bottega familiare, dalle grida dei bambini che giocano dentro e fuori al negozio, alle rifocillanti soste di operai e studenti. Clienti di tutte le nazionalità infatti si ritrovano ogni giorno al forno ”Il Mondo del pane”, situato in pieno centro a Forlì, alle spalle della Posta centrale.

Come in ogni angolo del mondo, l’odore del pane appena sfornato rallegra le persone che passeggiano o si risvegliano nei pressi di un fornaio. Tutte le mattine all’alba, la tunisina Emna Ben Hamouda inizia a cuocere il pane fresco appena lievitato. “Da circa due anni – racconta Emna, 31 anni, originaria di Sfax-Agareb – ho iniziato quest’attività facendo molti sacrifici perché ho anche due figli piccoli. Ho impiegato diversi mesi per imparare le ricette del pane che preparo adesso, ma ne è valsa davvero la pena”.

La simpatia e l’affabilità di Emna, rincorsa spesso dai due figli piccoli, rendono l’atmosfera di questo negozio davvero accogliente. “Abito a Forlimpopoli – spiega Andrea Fabbri, che troviamo nella panetteria insieme a suo figlio – ma vengo spesso qui a fare spesa perché mi trovo bene ed è tutto gustoso perché c’è pane fresco, non congelato”. Davanti al bancone ci si scambiano curiosità, storie trascorse e si parla del futuro tra operai magrebini e pachistani, afgani e bengalesi, tante mamme italiane e africane, studenti europei e famiglie con bambini. “Siamo diventati amici con molte famiglie – ha aggiunto Emna – che sono clienti abituali, così come con diversi italiani che vengono tutti i giorni”.

Se la baguette fresca resta il pane più gettonato, rispetto a quello ai sette cereali o allo zafferano, alle olive o alle cipolle, a farla da padrona tra i panini è il “fricassè”, tipico della Tunisia, farcito con tonno, uovo sodo, olive nere, patatine e salsa piccante “harissa”. Una sorta di “panino del popolo” offerto a un euro. Buone parole spende anche la studentessa francese, Nathalie Satin, che qui è di casa: ”Vengo sempre a prendere le baguette perché qui mi ricorda una classica boulangerie parigina”.

L’operaia russa, Yana Chubatyuk, gradisce molto il pane “perché è fresco, appena cotto, speziato e con diversi sapori”. Tra gli scaffali sono presenti alcuni prodotti tipici arabi, come spezie e cous-cous, che diventano anche un motivo di confronto e di scambio culturale tra gli avventori. “Spesso, i clienti – ha osservato Emna – chiedono consigli su come preparare ricette utilizzando spezie tipiche arabe. Gli italiani cercano pane fresco, ma preferiscono anche il pane speziato”.

E’ proprio vero, insomma, che a volte basta una pagnotta per arricchire lo spirito.

Armando Dell’Annunziata (Segni e Sogni)

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