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Dalle politiche per l’immigrazione all’integrazione

Dalle politiche per l’immigrazione all’integrazione
ottobre 02
07:03 2014

Accessibilità ai servizi, lotta contro ogni discriminazione, mediazione culturale, questi sono gli interventi dell’assessorato per orientare la proposta politica in materia non più di immigrazione, ma di integrazione delle persone straniere.
In una società già di per se multiculturale, uno degli obiettivi dell’ultima legislatura della Regione è stato quello di garantire alti livelli di coesione sociale.
“Siamo partiti dal presupposto che le diversità, per una comunità, sono una ricchezza – scrive l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi nel bilancio di mandato – Abbiamo voluto condividere con la popolazione l’assunto che le persone immigrate non sono una sfida o un problema, ma una risorsa per la collettività. Ecco allora l’esigenza di monitorare i dati, studiare il fenomeno, verificare e quantificare il contributo economico che la popolazione immigrata ha dato e dà alla nostra economia e con quali attività professionali”.

I primi strumenti messi in campo sono stati la revisione della legge sull’immigrazione del 2004 e la valutazione del piano triennale in materia, approvato poi nell’aprile del 2014. Non a caso il piano (che ha una durata triennale) si intitola “Per una comunità interculturale”.
Per realizzarla, si è partiti dall’appredimento della lingua italiana. Il primo passaggio è stato il Protocollo sulla lingua, siglato con istituzioni, Terzo settore e parti sociali. Poi la Regione ha lavorato sull’antidiscriminazione, che ha visto anche il recepimento delle normative europee per l’integrazione delle persone Rom e Sinte. E si è costituito così il Centro regionale contro le discriminazioni, che si avvale di numerosi sportelli presenti sul territorio regionale.
La mediazione culturale è il terzo strumento su cui la Regione ha puntato per favorire l’integrazione delle persone straniere. Strumento reso possibile grazie al lavoro degli operatori sul territorio e dalle numerosi reti delle persone immigrate, come la rete Together, da mezzi di comunicazione specializzati in intercultura come MIER, e dalle associazioni di donne migranti e native dell’Emilia-Romagna.

“Un filo rosso di risposte operative che superano il pregiudizio grazie a un forte co-protagonismo tra chi accoglie e chi è accolto, a garanzia dell’equità del diritto di ciascuno e, accanto a questo, della parità dei doveri, ma anche e soprattutto delle responsabilità di cittadinanza” – prosegue l’assessore Marzocchi – “non più solo concetti quindi, ma patti operativi che hanno permesso di attraversare gli anni della crisi senza far saltare la coesione sociale raggiunta in questo campo e che hanno consentito alla comunità regionale di far fronte, con generosità e impegno organizzativo, al dramma di tutti coloro che fuggono dai territori in guerra”.

Fonte:
www.regione.emilia-romagna.it

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La rete MIER è un network, che raccoglie le testate, i siti web, le iniziative radiofoniche e televisive di comunicazione, realizzate da cittadini di origine straniera o gruppi misti nella Regione Emilia Romagna. L’ obiettivo della rete MIER è la promozione de la comunicazione interculturale come strumento di crescita civile per lo sviluppo di una società inclusiva. Forte della sua rete di collaboratori ed esperti diffusa al livello territoriale, la rete MIER opera nel settore della comunicazione, dell’ editoria e dell’ organizzazione di eventi tutti a valore aggiunto per le istituzioni, imprese ed associazioni.

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