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Aspirazioni e amore tra Algeria, Francia e Italia

Aspirazioni e amore tra Algeria, Francia e Italia
ottobre 14
07:07 2014

Dall’Algeria alla Francia, poi in Italia per amore del ‘belpaese’. Una vita intensa quella di Fadila Bakadour, 57 anni, nata da genitori algerini immigrati in Francia e vissuta a Grenoble fino all’età di 23 anni.
Nel paese transalpino Fadila ha vissuto discretamente, ma il sogno di visitare le bellezze della penisola italica si è presto trasformato in un’opportunità di emigrazione. Questo suo viaggio per una vita migliore, però, ancora non ha registrato l’ultima tappa.

“Sono entrata in Italia – ha spiegato Fadila, laureata in Lingue e Letterature straniere – per passione, perché ritenevo questo paese un paradiso in mezzo al mare. C’erano molte occasioni di lavoro, così ho iniziato a collaborare come agente immobiliare in lingua francese, inglese, tedesco e italiano”.
Dopo aver gestito con un’amica un bar e una gelateria a Ravenna e a Lido di Dante, Fadila ha lavorato per sette anni come responsabile dell’ufficio Cisl – immigrazione di Cesena, collaborando con enti locali e nazionali.
Si è anche laureata in Psicologia Sociale per migliorare nel lavoro. “Ho seguito un corso – ha specificato Fadila – di psicologia del lavoro per curare le problematiche sindacali e ho organizzato progetti di sostegno psicologico per le detenute e i detenuti immigrati, presenti nel carcere di Forlì”.

Da sempre impegnata per i diritti delle donne, Fadila è diventata cittadina italiana, non senza difficoltà. “Ho acquisito la cittadinanza – ha raccontato Fadila – a seguito del mio matrimonio con un cesenate nel 2002. In precedenza, però, quando vivevo da sola, mi è stata rifiutata la cittadinanza per anzianità di residenza con la motivazione dell’insufficienza di reddito. Sono molto delusa per la situazione di decadenza politica e sociale in cui è caduta l’Italia negli ultimi vent’anni. Quando torno dall’estero, l’impatto con la vita sociale è tragico. C’è una burocrazia che ammazza e scoraggia la crescita delle persone. Si vive meglio per esempio in Francia, perché, aldilà della crisi economica, che attanaglia anche quel paese, chi ha le capacità riesce sempre ad affermarsi”.

Fadila, che ha viaggiato spesso in Francia per far visita ai suoi parenti, apprezza il modello d’integrazione francese: “C’è una differenza abissale tra il modello francese e quello italiano. In Italia la gran parte degli immigrati con altissime competenze faticano a trovare uno sbocco professionale. Forse tra due o tre generazioni qualcosa cambierà. Il primo vero passo di dignità per l’integrazione è il lavoro. In Francia, se hai qualifiche o competenze e parli bene il francese vieni subito impiegato nella tua professione, aldilà delle origini”.

Nel 2013, purtroppo, la sorte ha segnato la vita di Fadila che ha perso prematuramente suo marito. “Negli ultimi anni ho dovuto lottare molto per lavorare – ha evidenziato Fadila – perché c’è stata una pesante regressione nel mondo del lavoro. A poco è servita la mia caparbietà nel continuare a formarmi. A questo punto, farò convalidare in Francia i miei titoli professionali per poi trasferirmici in primavera”.

Così dopo tanto amore e impegno civile per l’Italia, Fadila è di nuovo pronta a emigrare e a salutare i suoi compagni di viaggio. “Penso sempre – conclude Fadila – che ognuno dovrebbe vivere felice e libero nella propria terra senza dover scappare a causa di guerre e persecuzioni. L’Italia mi piace ma è meglio tornarci come turista. Mi mancheranno gli amici e la gente a cui voglio bene, ma la politica, con tutto ciò che ci gira intorno, mi ha deluso e mi ha fatto allontanare da questo paese”.

di Armando Dell’Annunziata

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