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Primarie PD in Emilia-Romagna, Stranieri si o no?

Primarie PD in Emilia-Romagna, Stranieri si o no?
settembre 23
15:51 2014

Com’è ormai noto le primarie del centro sinistra per scegliere il candidato alla carica di presidente della regione Emilia-Romagna dopo le dimissioni di Vasco Errani, si svolgeranno in contemporanea in tutta la regione, domenica 28 settembre dalle 8 alle 20, all’insegna dello slogan “Il presidente lo scegli tu”.

Alla luce degli ultimi episodi del Marzo scorso ai seggi emiliani sulla questione dei giri di denaro poco chiari tra gruppi di immigrati, che sarebbero stati rimborsati con soldi per esprimere la preferenza sul candidato, il PD ha reagito instaurando alcune novità per il regolamento al voto.

Potranno votare cittadine e cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio regionale e i “fuori sede” che studiano e lavorano in Emilia-Romagna che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. Per votare occorre presentarsi al seggio con un documento di identità valido, dichiararsi elettori del centrosinistra e versare almeno 2 euro.

“Potranno – spiega Caselli, Procuratore Generale di Torino e consulente del Partito Democratico – registrarsi direttamente nelle nostre sedi ed essere così assegnati ai diversi seggi. I cittadini stranieri voteranno nel seggio corrispondente al luogo di residenza mentre per i ‘fuori sede’ verrà indicato il seggio dove presentarsi.

In vista dei nuovi cambiamenti del regolamento e, soprattutto con il versamento – anche se piccolo- di un importo pari a due euro, l’affluenza al voto da parte degli stranieri potrebbe diminuire. Sappiamo tutti quanto sia difficile, ora come ora, accaparrarsi un lavoro stabile per poter vivere dignitosamente e questo, per i cittadini non italiani risulta ancora più complesso.

D’altra parte, però, riconoscere il diritto di elettorato attivo e passivo agli stranieri significa farne – nella sostanza – dei cittadini italiani. Essere cittadino significa, quindi, riconoscersi come appartenente idealmente ad una data comunità politica che si fonda su precisi valori storico-culturali. Il cittadino, proprio in virtù di ciò, è ammesso a godere di una serie di diritti, primo fra tutti, la libertà di voto, anche se momentaneamente in via del tutto “eccezionale”. Speriamo che i “nuovi cittadini” sappiano farsi valere con una netta votazione, in attesa di ricevere tutti i diritti di un comune cittadino italiano.

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Giuseppina Iaccarino

Giuseppina Iaccarino

Mi chiamo Giusy e sono nata quando i grandi tormentoni erano ancora le bellissime colonne dei Pink Floid e dei Supertramp: gli anni 80! La prima cosa che ho scritto è stata la lista della spesa, a soli 4 anni. A 6 ho scoperto il famoso gioco dello Scarabeo e ho iniziato ad inventare parole su parole e da quel momento non ho più smesso. Ora scrivo per passione, per lavoro, per incuriosire.

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