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La situazione penitenziaria in Emilia-Romagna

La situazione penitenziaria in Emilia-Romagna
settembre 14
22:27 2014

Il rapporto sulla situazione penitenziaria in Emilia-Romagna – l’ultimo firmato da questa giunta – è frutto del lavoro degli assessorati alle Politiche sociali e alle Politiche per la salute e non sarebbe stato possibile senza la collaborazione del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Il rapporto fotografa la situazione nelle carceri regionali al 31 dicembre 2013 e, purtroppo, non tiene conto dei cambiamenti significativi intervenuti nei primi mesi del 2014. Al 31 maggio di quest’anno, infatti, si registra una presenza di 3.241 detenuti con una capienza regolamentare aumentata a 2.798 (in seguito all’apertura di un nuovo padiglione a Piacenza) e con una percentuale di sovraffollamento pari al 115,8%. I dati nazionali ci dicono che il sovraffollamento non è stato superato anche se i nuovi padiglioni e le norme entrate in vigore dal 2010 hanno portato la media italiana dal 144% al 130%. Le cause sono le stesse, e sono quelle evidenziate anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo: l’alto tasso di popolazione detenuta in custodia cautelare (oltre il 39%), l’alta presenza di detenuti stranieri (35,8%) e di tossicodipendenti (circa il 30%) e le riduzioni di organico della polizia penitenziaria. “Le carceri del nostro territorio non escono da questo quadro oggettivamente desolante”, si legge nella prefazione del rapporto. Anche se si sottolinea come il Consiglio d’Europa, il 5 giugno scorso, ha riconosciuto l’impegno dell’Italia e ha rinviato l’applicazione della sanzione a una nuova valutazione (prevista per il giugno del 2015).

Sono numerosi i progetti promossi dai due assessorati in collaborazione con enti locali, associazionismo e terzo settore per facilitare i percorsi di inserimento sociale e lavorativo dei detenuti (progetto Acero e Raee), per garantire e ampliare i servizi di assistenza sanitaria in carcere, dalle cure primarie a quelle specialistiche , con particolare attenzione alla salute mentale. “I confini del sistema del welfare regionale, universalistico e solidale si sono così allargati fino a comprendere sempre più la comunità carceraria”, scrivono gli assessori Teresa Marzocchi e Carlo Lusenti che ricordano a tutti, “la necessità di fare di più e che il cammino è ancora lungo per colmare l’abisso che purtroppo ancora separa la condizione carceraria dal dettato costituzionale sulla finalità rieducativa della pena e sulla tutela dei diritti e della dignità della persona”.  scarica Relazioni_penitenziarie_2013_web

(sociale.regione.emilia-romagna.it)

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