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Le proteste contro il consolato del Marocco

Le proteste contro il consolato del Marocco
giugno 30
15:57 2014

Nella città di Bologna hanno sede 16 consolati di altrettanti paesi esteri. Quello del Regno del Marocco è il consolato che ha il più alto bacino di utenza.
Infatti sono centinaia le persone che ogni giorno si recano in via dei Carrozzai, dove ha sede il consolato, per sbrigare pratiche amministrative che altrimenti dovrebbero essere portate avanti direttamente in Marocco.
Queste rispecchiano le normali pratiche che gli uffici delle anagrafi dei comuni italiani sbrigano ogni giorno, cioè il rilascio della carta di identità, in questo caso marocchina, del passaporto, di atti di nascita e tante altre.
Questa è quindi una istituzione di fondamentale importanza per tutti i cittadini marocchini che risiedono a Bologna e provincia, istituzione in cui almeno un paio di volte all’anno si devono recare.

Il 16 giugno scorso davanti ai cancelli di via dei Carrozzai si è tenuta però una manifestazione di protesta contro questo consolato. Ad organizzarlo è stata l’Associazione Lavoratori Marocchini in Italia (ALMI) in seguito alle decine di denunce raccolte negli anni contro le male pratiche dei funzionari marocchini che nel consolato lavorano.

La richiesta infinita di documenti per il rilascio del passaporto, i lunghi ritardi e gli errori nella consegna delle patenti tradotte e di documenti che servono per risiedere regolarmente in Italia, le linee telefoniche non funzionati e i disagi di lunghe file all’interno di uffici che sono sprovvisti dei servizi necessari, specialmente per le donne incinte e per chi è costretto a portare con sé figli e neonati, il rifiuto di dare assistenza a quanti sono stati colpiti dal terremoto ormai due anni fa o stanno subendo la crisi economica. Queste sono le male pratiche denunciate dai manifestanti.

Nassim, che da più di vent’anni vive in Italia e che però deve ancora recarsi presso il consolato del suo paese di origine, cioè il Marocco, ogni qualvolta ha bisogno di un documento, è “particolarmente infastidito dalla situazione davanti a cui si trova tutte le volte che si deve recare al consolato”. Oltre ai lunghi tempi di attesa e alla totale disorganizzazione interna Nassim si lamenta soprattutto per “la mancanza di rispetto a cui ogni volta deve sottostare senza protestare per pericolo che non gli si consegnino i documenti di cui ha bisogno”.

Adil Asry, che fa parte dell’ALMI, ci ha riferito che “da parte del consolato del Marocco non c’è stata nessuna risposta alla protesta del 16 giugno e a quelle precedenti”, ma sostiene che lui e l’associazione andranno avanti con le proteste fino a che il lavoro dei funzionari del consolato non ritornerà ad una situazione accettabile.

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Zineb Naini

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