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Prosegue la rassegna interculturale “Intrecci” nell’Appennino

Prosegue la rassegna interculturale “Intrecci” nell’Appennino
aprile 23
00:10 2014

Pomeriggio di suggestioni letterarie e musica dal vivo in compagnia dello scrittore e medico togolese Kossi Komla Ebri alla biblioteca comunale di Vado, sabato 19 aprile 2014, in occasione del secondo appuntamento della rassegna di letteratura migrante “Intrecci 2014, giunta alla sua quarta edizione.

Alla presenza di un pubblico nutrito ed entusiasta, nonostante fosse il week end delle vacanze pasquali, il dialogo tra lo scrittore e l’intervistatrice Irene Spadaro di radio Frequenza Appennino è stato inframmezzato dalle note accorate e suadenti di Carlo Maver, flautista e bandoneonista bolognese, con brani composti appositamente per l’occasione, dalle sonorità e suggestioni anche orientali ed africane.

Con alle spalle più di quarant’anni trascorsi in Italia, Komla-Ebri ha parlato del messaggio profondo di cui sono portatori gli immigrati, un messaggio di accettazione di culture diverse, di ricchezza di esperienze differenti, di opportunità e fatiche. Che vanno riconosciute, proprio per dialogare su basi di condivisione.

“E’ comune valutare la gente attraverso le differenze”, dice Kossi, “ma la vera sfida è valutare attraverso le uguaglianze. L’altro non è solo qualcuno che veste in modo diverso, parla una lingua strana, ha la pelle di un altro colore, ma è quello con mani e braccia, spirito e pulsioni, desideri e aspettative proprio come me”.

Gli immigrati diventano allora, nel suo linguaggio di novità e neologismi – come l’indimenticabile Imbarazzismi, il suo titolo più conosciuto – “diversamente visibili”, ma non per questo diversi o invisibili.

“E’ l’allenamento alla prossimità che ci salverà”, continua Kossi, “l’abitudine ad una mentalità non svalutante ma possibilista. Da lontano tutto ci sembra inaccettabile e ci fa paura: ma da vicino, possiamo vedere meglio, capire di più, renderci conto delle cose in comune e valorizzarle. Le generalizzazioni come ‘gli stranieri sono tutti fannulloni’ o ‘donne al volante, pericolo costante’ sono pericolose e limitanti. Quando siamo messi nelle condizioni di conoscere davvero, di toccare con mano e comprendere l’umanità dell’altro, allora i nostri pregiudizi si smontano da soli”.

“Del resto”, continua lo scrittore, “noi non siamo nulla se non attraverso la relazione con l’altro, l’interazione col mondo. Andare oltre le differenze è l’unico strumento che tutti abbiamo per vivere una vita piena e che abbia un senso autentico e partecipativo”.

Nonostante la complessità e serietà dei temi trattati, lo scrittore è riuscito a strappare al pubblico ripetute risate di cuore col racconto di episodi esilaranti, e attraverso l’uso personalissimo e creativo del linguaggio.

Alla fine della diretta radiofonica, gli spettatori in sala non la smettevano di chiedere pareri, fare domande, raccontare le proprie esperienze: segno questo non solo della grande attualità dei temi e del desiderio di confronto che ci anima, ma anche del grande seguito che lo scrittore africano è riuscito ad alimentare in questi anni, con la sua pacata obiettività, la dedizione alle tematiche dell’integrazione, ma anche con, l’ironia, la leggerezza e la seducente bonomia.

Il prossimo appuntamento della rassegna “Intrecci” sarà con Christiana De Caldas Brito, scrittrice e psicoterapeuta brasiliana, e il sax di Claudio Carboni, sabato 26 aprile alle 17.00 presso la biblioteca comunale “Villa Mingarelli” di Grizzana Morandi (BO).

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Alessandra Lazzari

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