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Incontro con Anna Meli dell’associazione “Carta di Roma”

Incontro con Anna Meli dell’associazione  “Carta di Roma”
aprile 30
00:29 2014

Durante la conferenza del 28 aprile presso l’Università di Bologna in cui è stato presentato il primo rapporto dell’Associazione Carta di Roma, era presente Anna Meli, coordinatrice dell’associazione stessa.
A lei abbiamo rivolto qualche domanda per capire cosa effettivamente sia la Carta di Roma e quali i suoi obiettivi.

Quali sono gli obiettivi principali della Carta di Roma?
Carta di Roma è un codice deontologico obbligatorio per i giornalisti dal giugno 2008, questa tratta una serie di raccomandazioni su come si deve fare informazione riguardo a migranti, richiedenti asilo e rifugiati, e da alcune indicazioni specifiche ai giornalisti in tal senso con un glossario allegato, proprio per far capire che si devono utilizzare termini giuridicamente corretti quando si tratta l’informazione sull’immigrazione.

Ci sono mezzi di controllo del rispetto della Carta stessa da parte dei giornalisti che siano realmente efficaci?
Sono gli ordini professionali dei giornalisti che sono tutori e garanti affinchè il codice venga rispettato. Noi come associazione non istruiamo nessuna procedura a rispetto alle sanzioni che vengono poi comminate, però possiamo segnalare agli ordini professionali in casi particolarmente gravi le violazioni alla Carta di Roma. Il nostro lavoro però è un lavoro prettamente culturale e di conoscenza dei contenuti della Carta e di far capire al mondo dell’informazione, ai giornalisti e ai nostri colleghi, quanto sia cambiato il mondo dell’immigrazione e quanto sia necessario informarsi su questi temi proprio per dare informazioni migliori e notizie più accurate.

Come definirebbe la situazione della rappresentazione giornalistica dei migranti in Italia rispetto all’Europa?
Sicuramente siamo arrivati un po’ in ritardo anche nella presa di coscienza che bisognava effettivamente cambiare il modo di raccontare l’immigrazione anche attraverso i media.
Negli altri paesi, soprattutto quelli oggetti del fenomeno migratorio da molto tempo come la Francia e i paesi anglosassoni, i codici deontologici esistono già da molto tempo, questo però non vuol dire che non ci siano problemi anche negli altri paesi. Invece è un dibattito che ci coinvolge tutti e che ha a che fare con un fenomeno che è talmente in continua mutazione e cambiamento che fa si che l’informazione sia ciò che può andare verso l’obiettivo di raccontare meglio il fenomeno, più di un semplice codice.

Dalla firma della Carta di Roma sono stati rilevati miglioramenti nella rappresentazione di migranti?
Noi notiamo dei cambiamenti positivi soprattutto sull’uso del linguaggio, abbiamo visto per esempio una progressiva diminuzione del termine clandestino per rivolgersi ai migranti e, soprattutto dalla scorsa primavera, in cui abbiamo cominciato ad incontrare anche le redazioni, notiamo un uso migliore del termine e una maggiore attenzione alla titolazione anche.

Per maggior informazioni: www.cartadiroma.org

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Zineb Naini

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