rete Mier

News

 Breaking News
  • No posts were found

Immigrazione e asilo: la voce ai migranti Un incontro in Provincia per approfondire il tema dell’immigrazione “forzata”

Immigrazione e asilo: la voce ai migranti  Un incontro in Provincia per approfondire il tema dell’immigrazione “forzata”
aprile 04
23:22 2014

Parma, 4 aprile 2014 – “La mia è stata un’esperienza migratoria obbligata a causa della guerra in Ruanda. Sono andata a studiare a Genova e il primo anno è stato difficoltoso: è stato faticoso inserirmi e integrarmi nella città, sia perché non conoscevo la lingua, sia per la mentalità delle persone. Mi sono sentita molto sola. Poi grazie a una comunità di suore ho potuto incontrare i bambini nelle scuole e insieme a loro, che mi correggevano di continuo, ho imparato la lingua”. Oggi Alphonsine Mute ha 41 anni, ha una laurea magistrale in scienze religiose ed è insegnante a Parma. Sorride mentre racconta a un pubblico attento e curioso la sua storia: una delle tante storie di migrazione che questo pomeriggio in Provincia hanno potuto essere ascoltate nel corso dell’incontro “Aspettando la Settimana del Migrante: a proposito di immigrazione e asilo, esperienze e riflessioni”, promosso dalla Provincia e dalla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con Forum Solidarietà. Un’occasione in cui si è voluto rendere protagonisti i migranti e parlare soprattutto di immigrazione “forzata”, intesa come rifugio dalle persecuzioni. Un’immigrazione ancora troppo spesso fatta di emergenze, di prima accoglienza, di gestione delle necessità.

“Oggi vogliamo sfuggire dalle statistiche che spesso fanno perdere l’aspetto soggettivo delle esperienze: le testimonianze ci permettono infatti di raccogliere esperienze, motivazioni, sentimenti e sensazioni. L’immigrazione “forzata” spesso non viene capita, si tende a svilire questa necessità, a dimenticare questa piaga: è invece la coesione sociale che porta allo sviluppo – ha sottolineato il sociologo Francesco Cirillo, mentre leggeva alcuni dei racconti di migranti raccolti nel Report provinciale sull’immigrazione 2013, come quello di un albanese di 40 anni, approdato clandestinamente in Puglia, che nei primi tre anni di permanenza in Italia ha dovuto lavorare per 13 ore al giorno in una fabbrica e oggi è avvocato.
E così si passa di storia in storia. A prendere la parola è Don Isaac Paul, un parroco pakistano di 49 anni. “Io sono rimasto a Parma perché avevano bisogno di un sacerdote che parlasse inglese. I primi anni sono stati difficili perché non conoscevo la lingua ma poi ho imparato grazie ai catechisti, agli anziani e ai bambini. Non mi scorderò mai la prima volta che a Calestano sono andato nelle case per la benedizione di Pasqua: quando le persone mi aprivano dicevano che non avevano bisogno di sciarpe, perché avevo la stola e mi scambiavano per un venditore. Poi hanno imparato a conoscermi e sono stato accolto bene”.
“La comunicazione con gli immigrati insegna molto in termini di conoscenza, ci aiuta ad essere profondi, ci obbliga a essere onesti, a metterci nei loro panni, a mescolare la nostra vita con la loro”, ha affermato il presidente del Ciac Emilio Rossi, che ha voluto raccontare anche un po’ della sua vita, di quando ha deciso di ospitare a casa sua un ragazzo della Costa d’Avorio che “colpiva per il suo candore e la sua comunicatività. Un ragazzo che adesso mi ha reso nonno di un bambino, Emilio. Loro dicono che sono stati fortunati a incontrarmi, io dico il contrario”.
A chiudere il pomeriggio Serena Martini del Servizio centrale dello Sprar, il Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati. “Il nostro obiettivo è di costruire progetti di accoglienza che siano tarati sulla storia e sui bisogni di ogni singola persona: un’accoglienza emancipante che mira a restituire a ognuno tutta la sua autonomia. Da 3mila posti finanziati siamo passati in questo triennio ad averne più di 13mila con 456 progetti finanziati e 415 enti locali coinvolti. Di questi, 4 sono nel Parmense per un totale di 94 posti”.

La Settimana del migrante proseguirà a Parma e nei Comuni della provincia fino al 13 aprile. Nove giorni di festival su immigrazione e intercultura, in cui si spazierà dagli spettacoli alle mostre, dagli incontri ai laboratori, dalle speciali cacce al tesoro ai tornei di calcetto, dai dibattiti all’animazione per bambini e ragazzi.

(sociale.parma.it)

About Author

redazione

redazione

La rete MIER è un network, che raccoglie le testate, i siti web, le iniziative radiofoniche e televisive di comunicazione, realizzate da cittadini di origine straniera o gruppi misti nella Regione Emilia Romagna. L’ obiettivo della rete MIER è la promozione de la comunicazione interculturale come strumento di crescita civile per lo sviluppo di una società inclusiva. Forte della sua rete di collaboratori ed esperti diffusa al livello territoriale, la rete MIER opera nel settore della comunicazione, dell’ editoria e dell’ organizzazione di eventi tutti a valore aggiunto per le istituzioni, imprese ed associazioni.

Related Articles

0 Comments

No Comments Yet!

There are no comments at the moment, do you want to add one?

Write a comment

Write a Comment

Spazio pubblicitario

Categorie

Twitter