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Una giornata senza gli immigrati

Una giornata senza gli immigrati
marzo 03
11:04 2014

Bologna – Sabato 1 marzo si è celebrata la “giornata senza immigrati” ispirata ad una esperienza francese nata nel 2010  ed battezzata 24 heures sans nous (24 ore senza di noi) per fare prendere coscienza alla società dell’apporto quotidiano del lavoro degli immigrati.

Giunta quest’anno alla V edizione, “24 ore senza di noi” è ormai diventato un evento europeo poiché viene celebrata in molte altre città del vecchio continente come a Bologna.

In Italia, questa edizione 2014 dello “sciopero dei migranti” come viene anche chiamata, ha dato l’occasione, di ricordare la tragedia di Lampedusa, avvenuta lo scorso ottobre dove più di 300 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Quindi il 1 marzo, anche come “giornata di confronto e di rivendicazione del rispetto spettante a tutte le persone, con o senza documenti” come sottolineato da uno dei manifestanti interrogato nel corteo . “Una giornata per ricordare chi non ce l’ha fatta e chi ancora ci sta provando dopo anni sul suolo italiano” ribadisce Abdoulaye operaio metalmeccanico senegalese che per chi “ è importante essere presente per mandare un segnale forte alla società e dire basta con gli sfruttamenti degli immigrati, basta con le ipocrisie della politica”

A Bologna la manifestazione ha ospitato un grande numero di associazioni, sindacati e singoli cittadini, tutti portatori di quelle che possono sembrare richieste semplici: la chiusura definitiva di tutti i centri di identificazione ed espulsione, l’abolizione della legge Bossi-Fini e la rottura del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno, un accesso equo alle strutture sanitarie e alle scuole per i figli di stranieri, la cittadinanza a chiunque nasca e cresca in Italia e soprattutto il rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori stranieri.

Il lungo corteo a cui hanno partecipato circa 2000 persone è partito da piazza dell’Unità ed ha percorso via dell’Indipendenza, per poi arrestarsi in Piazza Maggiore per le ultime dichiarazioni e rivendicazioni molto sentite. Nonostante la serietà dei temi, il clima di festa ha comunque destato grande interesse e curiosità nei passanti, ma il forte senso di indignazione per la posizione che gli stranieri hanno nella società e nella legge italiana è stata la caratteristica principale di questo corteo.

Le rivendicazioni dei movimenti italiani ed europei contro la “frontiera”, ritenuta responsabile di tutte le stragi avvenute in mare e di leggi come la Bossi-Fini che escludono invece che includere i migranti, sono state ribadite dallo slogan “Our Europe is without borders, la nostra Europa non ha confini”; utilizzato in tutte le città ospitanti questa manifestazione.

Il prossimo appuntamento è stato dato per il primo marzo del 2015, con la speranza di un miglioramento concreto delle condizioni delle persone considerate straniere, ma con la consapevolezza di non dover lasciare nulla al caso, bensì di dover continuare il costante impegno di sensibilizzazione e promozione dei diritti dei migranti come condizione essenziale del miglioramento della società.

Zineb Naini

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