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Rivolta dei migranti contro il Pd “Ingiusto toglierci il voto”

Rivolta dei migranti contro il Pd “Ingiusto toglierci il voto”
marzo 07
22:08 2014

«Vietare agli stranieri il voto anche alle primarie significherebbe fare un passo indietro». La proposta del segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini, di escludere i migranti dalle urne, dopo le polemiche per le presunte irregolarità alle primarie di Modena, non va giù ai cittadini stranieri residenti in Emilia. Per il segretario generale della Rete Mier (Media interculturali dell’Emilia Romagna), Faustin Akafack, in questo modo «tutta la comunità viene penalizzata per un errore di pochi».

Tutto è scoppiato dopo il voto di domenica scorsa, quando, a Modena, il centrosinistra doveva scegliere il prossimo candidato sindaco tra l’attuale assessore regionale, Gian Carlo Muzzarelli, Francesca Maletti, finora assessore al welfare nel Comune di Modena e Paolo Silingardi. Dopo la vittoria del responsabile delle attività produttive di via Aldo Moro, però arrivano le prime accuse di brogli che, ancora una volta hanno coinvolto gli stranieri. Ecco allora l’attacco di Bonaccini: «Bisognerà che ripensiamo al loro ruolo e ammettiamo alle primarie solo quelli che hanno diritto di voto alle elezioni vere», sono state le sue parole. Proposta che, ovviamente, ha fatto scatenare gli immigrati, che alle primarie votano convinti. «Quelli da escludere – commenta l’assessore di San Lazzaro, Raymon Dassi, originario del Camerun – sono quelli che hanno pensato di offrire soldi per alterare il voto. Bonaccini deve scandalizzarsi perché c’è stato qualcuno pronto a corrompere degli elettori». Quel che ha fatto più arrabbiare Dassi, però, è stata la creazione di un seggio apposta per gli stranieri, decisione che l’assessore definisce «un abominio». «Non mi capacito- attacca- del fatto che il mio partito abbia pensato di fare una cosa del genere. Il Pd di Modena su questo deve chiarire». Ma Raymon Dassi non solo vuole che gli immigrati continuino ad avere il diritto di votare alle primarie, chiede anche che il Partito democratico si batta per concedere a loro la possibilità di andare alle urne alle elezioni amministrative e politiche. Richiesta che per l’assessore di San Lazzaro deve diventare la «priorità delle priorità perché- spiega- ci sono migranti che pagano le tasse, ma non possono esprimere le loro preferenze in politica».

Nel Consiglio dei cittadini stranieri della provincia di Bologna hanno la stessa opinione sulla questione primarie. «Non ha senso fare generalizzazioni», si lamenta Malick Kaire, uno dei componenti dell’organismo di rappresentanza della popolazione immigrata. Pensiero condiviso da una collega. Mariana Da Silva, infatti, si stupisce che a fare una proposta simile sia stato «proprio Bonaccini, che è del Pd». «Bisogna considerare – conclude Da Silva – che siamo esseri umani e paghiamo le tasse in questo Paese».

Giulia Dalmonte (lastefani.it)

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