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Neanche la mimosa cresce in un giorno!

Neanche la mimosa cresce in un giorno!
marzo 07
12:10 2014

L’8 marzo è la giornata internazionale della donna, erroneamente conosciuta come festa della donna. Sull’origine di questa ricorrenza girano molte leggende, la più famosa delle quali è la presunta tragedia accaduta in un’industria tessile di New York nel 1908, dove l’8 marzo morirono 129 operaie a causa di un incendio. Fatto non vero ma che ha comunque dato adito alla leggenda.

In realtà l’istituzione di una giornata internazionalmente dedicata alle donne di tutto il mondo nasce negli Stati Uniti nel 1909 e in seguito si è diffusa in tutto il mondo.

Quasi un secolo quindi è passato da che anche in Italia si celebra la donna. Durante questo secolo si sono tagliati molti traguardi importanti nel garantire e rafforzare i diritti spettanti alle donne.

Tuttavia la guerra contro la loro discriminazione è lontana dall’essere vinto. Sono ancora molti i problemi e le difficoltà che in questo paese le donne devono affrontare. Ancora più difficoltà le devono affrontare le donne immigrate e di origine straniera. La loro battaglia è appena cominciata e sono ancora poche le realtà che le difendono attivamente dai soprusi della società, delle istituzioni e dei pregiudizi.

L’8 marzo con il tempo è divenuto come il 14 febbraio, una data che ricorda subito che l’amore c’è e che va dimostrato in quel giorno. L’8 marzo ci ricorda che la donna esiste e che va rispettata… in quel giorno.

Il problema è quindi la concentrazione delle iniziative di protezione dei diritti delle donne e della memoria delle loro conquiste in una sola giornata, quasi come per lavarsi la coscienza per il resto dell’anno in cui non si è dato molto conto alla causa.

Ovviamente non è cosi per tutti, qualcuno direbbe che è meglio che ci sia almeno un giorno a ricordare che i problemi ci sono e che si devono fare dei passi per risolverli.

L’8 marzo non dovrebbe essere una giornata in cui celebrare la donna, ma piuttosto un giorno in cui contare i traguardi raggiunti durante l’anno nella garanzia dei diritti delle donne e un giorno in cui fare la conta dei problemi che ancora ci sono e di quelli che si può cercare di risolvere entro l’8 marzo seguente.

La priorità di questo 8 marzo dovrebbe quindi essere quella di ricaricare questa giornata del suo valore, quindi della sua utilità in un paese che è lontano dall’essere esente da critiche sulla situazione delle donne che ci vivono; il pensiero scappa subito alle migliaia di donne di origine straniera che ogni giorno, oltre a fare  i conti con i problemi derivanti dall’essere immigrate, devono fare anche i conti con l’essere donna.

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Zineb Naini

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